PORTE APERTE DA DONNA A DONNA “NAOMI PORTAVOCE IN ASIA DELLA CHIESA PERSEGUITATA”

PORTE APERTE DA DONNA A DONNA “NAOMI PORTAVOCE IN ASIA DELLA CHIESA PERSEGUITATA”

Ho avuto il privilegio di incontrare la sorella Naomi* nel marzo 2009, pochi mesi dopo l’improvvisa e violenta morte del marito pastore.

Quando chiedemmo come potevamo pregare per lei, con trasparenza ammise le sue difficoltà: era ancora traumatizzata da quanto accaduto e sentiva terribilmente la mancanza di suo marito, oltre al peso della responsabilità dei loro 9 figli.

Durante la nostra conversazione insieme abbiamo chiesto come lei e i suoi figli stessero gestendo il lutto in relazione al perdono degli assassini.

Lei ci disse: “È bruttissimo perdere il proprio marito e padre in modo così violento e repentino, ma in ogni cosa diamo gloria a Dio e Lo ringraziamo per come ci è vicino.

Tutti sappiamo che tipo di persona fosse. Noi siamo tutti cresciuti nella fede, per questo abbiamo la viva speranza che un giorno lo incontreremo di nuovo.

La Bibbia dice che dobbiamo perdonare, anch’io voglio perdonare. È la volontà di Dio”.

Noi di Porte Aperte siamo rimasti profondamente toccati dalla maturità spirituale di questa donna che si affida completamente a Dio, come raccontano le parole del salmo 146:9 “Il Signore sostiene l’orfano e la vedova”.

Recentemente Naomi ha avuto l’onere e il privilegio di rappresentare le gioie e i dolori dei cristiani perseguitati del suo paese nella lontana Asia.

Il viaggio è stato pieno di sfide per lei, non avendo esperienza di viaggi internazionali e di fusi orari. Tuttavia commenta: “Questo viaggio in Asia mi ha incoraggiato.

Ho imparato che nonostante la distanza geografica e culturale, i fratelli e le sorelle in Cristo che vivono in Asia amano la Chiesa perseguitata in Nigeria. Hanno ascoltato con grande attenzione quanto mi è accaduto e come Dio mi abbia soccorsa. Le parole non bastano per esprimere ciò che ho provato in questo lungo viaggio. Dio continui a benedire Porte Aperte e chi si adopera senza sosta per i perseguitati del corpo di Cristo”

*pseudonimo

 

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