COSA DONIAMO

COSA DONIAMO

Esdra 2:68,69

Alcuni dei capi famiglia, quando giunsero alla casa del SIGNORE che si trova a Gerusalemme, fecero offerte volontarie per la casa di Dio, per ricostruirla dove stava prima. 69 Diedero al tesoro dell’opera, secondo i loro mezzi, sessantunmila dracme d’oro, cinquemila mine d’argento e cento vesti sacerdotali.

 

Siamo uomini che hanno sperimentato l’amore di Dio senza misura e senza e riguardi personali (Atti 10:34).

Siamo uomini che hanno sperimentato la presenza, l’aiuto, il sostegno di Dio in ogni circostanza (Matteo 28:20).

Siamo uomini che hanno sperimentato un Dio generoso, che ha dato e dà senza limiti (il più grande dono è Cristo Gesù).

LA PRIMA COSA CHE QUESTO MESSAGGIO CI CHIEDE È

COSA DONIAMO A DIO?

È da qui che parte il nostro messaggio, noi siamo uomini chiamati da Dio (Giovanni 15:16)

Se leggiamo tutto il capitolo 2 ci rendiamo conto della moltitudine di persone che risultano dal censimento, e che sono chiamate al ristabilimento del tempio a Gerusalemme, mediante l’editto del re Ciro dopo la deportazione in Babilonia.

Senza volerci troppo soffermare nel contesto storico, vogliamo subito entrare nel cuore del messaggio che Dio ci vuole dare.

Al versetto 68 leggiamo che “Alcuni dei capi famiglia …”; ecco già la prima parte del messaggio “ALCUNI”, la Bibbia ci dice in modo chiaro, che non sono tutti ma solo alcuni.

E anche oggi le cose non sono diverse: un grande popolo si fregia di avere Dio come padre, un grande popolo ma che non dà quanto a Dio è dovuto e in modo volontario.

La vita nell’ accettazione di Cristo non ci appartiene più, essa viene data a Lui, con la piena consapevolezza che Egli si prende cura di noi e ha in serbo per noi solo il meglio, capacità che in noi non c’è. (Rm 8:9 Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui.)

Eppure … in questo numeroso popolo di Dio, come ai tempi di Esdra anche oggi solo alcuni fanno un “offerta volontaria”.

Prima domanda: sono io uno di quelli?

Ma cosa è oggi un’offerta volontaria?

A questa domanda la prima cosa che si può pensare è l’offerta di denaro, si, anche quella ne fa parte, ma di certo non è a quella a cui Dio è interessato, essa giunge se noi troviamo risposta alla domanda “Cosa sto donando io”?

E per ricevere la risposta, abbiamo una priorità: analizzare è il nostro cuore.

La Sua Parola ci dice:

Mt 6:21 Perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.

Noi abbiamo trovato la perla di gran valore ma spesso non vediamo in essa il reale valore e non “vediamo tutto quello che abbiamo” per poterla fare nostra. (Matteo 13:46)

Il cuore di Dio lo abbiamo visto e lo vediamo ogni giorno basta riguardare al nostro Maestro Gesù, ma il nostro dove si trova?

Si è proprio il cuore il primo punto di analisi della nostra vita per capire quale è il nostro rapporto con Dio.

Nella Bibbia troviamo:

Marco 12:30 Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua”.

La prima cosa che troviamo in questi versi: ama Dio con tutto il tuo il tuo CUORE, poi vi è tutto il resto.

È la nostra vita quotidiana che ci fa comprendere cosa stiamo donando a Dio; la vedova non offrì del suo superfluo ma tutto quello che aveva per vivere (Luca 21:1-3), e Gesù la vide, vide proprio quella povera vedova, forse anche senza figli per il sostentamento, ignorata da benestanti e religiosi, ma vista e amata in modo meraviglioso da Gesù.

Essa aveva nel suo cuore amore per il tempio di Dio, luogo simbolo dove vi era la presenza di Dio.

Essa ha dato VOLONTARIAMENTE (v.68 di Esdra c.2).

secondo i loro mezzi e questo è un altro punto molto importante.

Spesso sento dire non posso, e a questa frase susseguono moltitudini di motivazioni, eppure questa donna dà un profondo insegnamento, non soltanto ai sapienti e religiosi di quel tempo ma anche a noi. Lei non vede nessuna difficoltà, c’è solo una priorità che nasce da un cuore profondamente innamorato di Dio, e quella priorità si chiama LA CASA DI DIO, oggi la possiamo chiamare la Sua volontà e la Sua opera.

 

Noi siamo come questa vedova la quale ha donato tutto per la casa di Dio e ha posto pienamente la sua vita nelle Sue mani o siamo come Anania e Saffira che tennero per loro parte del ricavato della vendita del loro terreno (Atti 5:2), e cercarono di mentire allo Spirito Santo? (Atti 5:3).

Spesso anche noi mentiamo più che a Dio a noi stessi, con tante “scuse”.

Quanto la Sua opera è parte di noi? La risposta è “se il nostro cuore è lì essa farà parte di noi”, sarà una “nostra necessità”.

Paolo afferma che non ha meriti nel suo evangelizzare perché necessità gli è né imposta (1 Corinzi 9:16).

Se Egli abita in noi nel nostro cuore, allora necessità vi sarà:

  • Urgenza per le anime che sono sulla strada della “morte”
  • Che la Sua Parola in ogni situazione viva in noi e sia guida.
  • La nostra vita può anche subire qualche torto, al fine che il diavolo non trovi spazio.
  • Che un’apparente rinuncia per amore dell’ubbidienza a Lui sarà il bene supremo per la nostra vita.
  • Sentiamo il bisogno che Lui sia in Noi e intorno a noi, che la Sua Opera prosperi, perché è l’opera del nostro Dio, e nel nostro cuore c’è il desiderio di vederla esternarsi così come Dio vuole, un’ opera dove Lui si manifesta in primo luogo attraverso le nostre vite, così come i capi famiglia vollero che la casa di Dio non solo venisse riscostruita, ma che venisse ricostruita dove era prima perché è lì che Dio aveva stabilito.

Esdra aveva amore non solo per la casa di Dio, ma anche per il Suo popolo che si era allontanato da Dio e dalla Sua Parola, se leggiamo nei capitoli 9 e 10 vediamo come alza una preghiera che parte dal profondo del suo cuore perché il popolo ha preso “mogli straniere” e la sua preghiera trova effetto (cap.10).

 

Abbiamo una necessità vitale che Dio viva nel nostro cuore, affinché riceviamo la piena comunione con Lui, quella comunione che prende la nostra anima e la avvolge interamente.

 

 

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