PORTE APERTE “YEMEN: PENSAVO DI ESSERE L’UNICO CRISTIANO NEL MIO PAESE”

PORTE APERTE “YEMEN: PENSAVO DI ESSERE L’UNICO CRISTIANO NEL MIO PAESE”

NELLA FOTO: Famiglia yemenita nella capitale. Foto di repertorio.

Leggiamo spesso dello Yemen, di Al-Qaeda, della guerra civile e dell’intervento militare dell’Arabia Saudita all’interno del Paese. Mentre il popolo yemenita soffre a causa delle terribili conseguenze della guerra, una piccola ma coraggiosa comunità cristiana fiorisce al suo interno nel segreto.

L’incontro con Mohammad* e Alima* 

44 anni lui, 38 lei, Mohammad e Alima ci hanno raccontato la loro storia, caratterizzata da pericoli e segretezza a motivo della loro fede cristiana. La conversione a Gesù di Mohammad è avvenuta circa 17 anni fa, dopo aver trovato una Bibbia in un negozio di libri di seconda mano: “Curioso di conoscerne il contenuto la comprai ma non potevo leggerla a casa, era troppo pericoloso”, ha detto, “così la nascondevo e la leggevo quando ero fuori. Un giorno mi misi in ginocchio e diventai un seguace di Gesù. Pensavo di essere l’unico cristiano nello Yemen e per molto tempo non ne ho incontrati altri, mentre ora ne conosco molti. Ricordo quando ho incontrato un cristiano yemenita per la prima volta, abbiamo riso insieme”.

Sua moglie Alima, anche lei cristiana ex musulmana come Mohammad, ha poi condiviso alcuni dettagli dei loro incontri segreti: “Normalmente iniziamo con la preghiera per poi studiare la Bibbia insieme. Abbiamo anche incontri speciali in cui trattiamo un tema specifico. A volte leggiamo a turno una parte di un passo biblico per poi condividere ciò che ci ha colpito e alla fine preghiamo gli uni per gli altri. Cantiamo inni e capita di aiutarci con video da YouTube. Gli incontri possono durare anche 3 o 4 ore e le persone arrivano e se ne vanno separatamente per evitare problemi di sicurezza”.

Questa coraggiosa coppia ha dato vita a una serie di gruppi segreti nella loro casa, due per donne e due per uomini. “Abbiamo diviso ogni gruppo in due, uno per le persone nuove e uno per coloro che seguono Gesù da tempo. Vengono a casa nostra quasi ogni giorno e possono arrivare anche a 10/12 persone. Quando arrivano tutti, chiudiamo la porta a chiave e cominciamo. Vedo una bella crescita nei gruppi, la cosa interessante è che diverse persone sono particolarmente istruite e che alcune donne portano i loro figli. Abbiamo un programma speciale per bambini, raccontiamo una storia della Bibbia e facciamo un’attività legata a quel racconto”, ha concluso Alima.

Le conseguenze della persecuzione in Yemen 

La Chiesa yemenita è composta per la maggior parte da cristiani ex-musulmani, costretti a vivere la propria fede segretamente per il rischio di dover affrontare persecuzione dalle autorità, come interrogatori e detenzione, dalla famiglia e dai gruppi islamici radicali. Coloro che sono sposati e che si convertono al cristianesimo, siano essi uomini o donne, rischiano il divorzio, compresa la perdita della custodia dei figli.

Lo Yemen si trova attualmente alla posizione numero 8 della World Watch List, il report di Porte Aperte che elenca i primi 50 paesi in cui i cristiani sono più perseguitati e che verrà aggiornato con i nuovi dati il prossimo 15 gennaio.

*pseudonimi

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