C’È ANCORA MOLTO LAVORO DA FARE!

C’È ANCORA MOLTO LAVORO DA FARE!

Il ministerio del pastore Morris e sua moglie Cabina nelle montagne del Nan in Sudan

Il pastore Morris e sua moglie Cabina abitano in una casa di quattro stanze senza impianto idrico ed elettrico. Inoltre, l’area in cui vivono è stata ripetutamente bombardata, ma nonostante tutto trovano ancora il modo di servire Cristo proprio lì dove sono.

Morris si prende cura di una chiesa sulle montagne di Nuba, una regione a maggioranza cristiana che il governo sudanese ha bombardato pesantemente al fine di espellere i cristiani, così da poter completamente arabizzare e islamizzare il paese.

Oltre alle sue responsabilità nella chiesa, Morris grazie all’aiuto di VOM (the Voice Of the Martyrs) distribuisce Bibbie e letteratura cristiana per i credenti della zona; coordina la distribuzione di coperte, vestiti e cibo per i cristiani sfollati, e di medicinali per le cliniche più distanti.

Morris e Cabina ospitano ogni giorno in media almeno due dozzine di persone nella loro semplice casa.

Cabina non solo cucina per gli ospiti e pulisce casa, ma aiuta anche molti orfani che hanno perso i genitori nel conflitto.

Chiede aiuto alle donne della sua comunità per nutrirli e vestirli. “Molti orfani sono nudi”, racconta. “Non c’è nessuno che possa prendersi cura di loro”. Inoltre insegna alle donne a realizzare cestini, materassi e tappetini per le proprie famiglie.

Mentre Cabina si occupa degli ospiti, degli orfani e delle donne locali, Morris visita prigionieri di guerra musulmani detenuti nel suo villaggio.

Molti gli hanno chiesto perché li visita, poiché alcuni hanno servito lo stesso governo che ha bombardato il suo villaggio. “Perché Gesù dice che dobbiamo amare i nostri nemici”, risponde Morris. “Anche se ci stanno uccidendo, DOBBIAMO AMARLI”.

Questo è lo stesso amore di Cristo, quell’amore che lo ha attirato quando era un adolescente musulmano e frequentava una madrassa, una scuola musulmana.

Dopo che un amico lo ha invitato in chiesa per guardare il film JESUS, Morris è stato così sorpreso da ciò che ha visto che è tornato la settimana successiva per vederlo una seconda volta. “Ho visto che parlava davvero di amore”, ha detto. “Ho visto la differenza tra ciò che Gesù disse e ciò che il Corano sosteneva che Maometto aveva detto. Questo mi ha fatto pensare: “Oh, questo è un modo migliore di amare”.

Presto si fidò di Gesù e iniziò ad aiutare gli altri.

Cabina, sin da giovane ha desiderato servire il Signore nella sua comunità e ha rifiutato di prendere in considerazione l’idea di sposare chiunque non condividesse il suo stesso desiderio. Sebbene abbia ricevuto offerte di matrimonio da altri uomini prima di incontrare Morris, le ha rifiutate tutte. “Ho pregato Dio che potesse darmi qualcuno che Lo amasse, un uomo con cui poterLo servire al meglio, per aiutare le comunità e per portare molte persone a Cristo”, ha spiegato.

Quando incontrò Morris, vide che era fedele a Dio e che anche lui aveva un cuore per aiutare gli altri. “Mi sono resa conto che condividevamo gli stessi obbiettivi spirituali e lo stesso amore per l’opera del Signore”, ha detto. “Questo è ciò che mi ha attratto di più di lui”.

A volte Cabina si preoccupa per Morris: sia per il suo lavoro di coordinamento dei soccorsi sia per il servizio che svolge con i prigionieri di guerra musulmani.

Dice: “Mi preoccupo per mio marito, quando penso a ciò che potrebbe accadergli”. Ma lei sa che sta eseguendo il mandato di Gesù di condividere il Vangelo con tutti anche con i loro nemici e si fida della promessa di Dio. “Spesso ripeto a me stessa che Dio ha promesso che sarà con noi fino alla fine dell’età presente. Quindi la mia preoccupazione scompare perché riprendo consapevolezza che Dio ha il controllo di ogni cosa … allora il mio cuore ritrova di nuovo la pace”.

Morris ha visto i cuori di alcuni prigionieri musulmani cambiare nel tempo; ma amare i suoi nemici non è sempre facile, soprattutto se considera gli effetti della loro violenza sulla sua comunità. “A volte quando uccidono un giovane o i bambini, tutte persone innocenti che non hanno nulla a che fare con questa guerra provi davvero dolore; ecco questo mi turba molto”.

Morris e Cabina sanno che la vita è più facile e sicura in altre parti del mondo, ma si impegnano a servire Cristo lì dove Lui li ha collocati in un’area di conflitto.

Durante un viaggio negli Stati Uniti, un suo amico gli chiese perché volesse tornare in Sudan, un paese in guerra. “Perché non resti in America?” gli ha chiesto.

Come posso stare in un posto confortevole mentre la mia gente sta morendo?” gli ha risposto Morris. “Tornerò dalla mia gente”.

Determinati a continuare il loro lavoro sui monti Nuba, Morris e Cabina chiedono preghiera.

Non è per forza, né per potenza ma per mezzo dello Spirito di Dio e attraverso le vostre preghiere che noi riusciamo a svolgere il nostro servizio”, ha detto Morris.

Cabina chiede preghiera affinché Dio la aiuti ad amare tutti quelli che vengono a casa sua, poiché alcuni visitatori possono avere un carattere difficile.

Vivere in un posto in cui molti vengono uccisi negli attentati è una chiamata particolare e Morris e Cabina la abbracciano insieme. “Essere cristiani non significa solo avere una vita serena e facile”, ha detto Morris. “Significa che a volte attraversi momenti difficili. NOI CRISTIANI POSSIAMO FARLO CON LA POTENZA E LA GRAZIA DI DIO”.

Morris e Cabina hanno scelto di continuare a svolgere questo servizio con tutte le loro forze, per dare gloria a Dio, finché vivono su questa terra. “C’è ancora molto lavoro da fare!”, ha esclamato Morris.

 

Tratto da: persecution.com

 

 

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