CRESCIUTA SENZA AMORE, MA ACCOLTA TRA LE BRACCIA DI GESÙ

CRESCIUTA SENZA AMORE, MA ACCOLTA TRA LE BRACCIA DI GESÙ

 Mi chiamo Anna Maria, sono nata in Sicilia da una famiglia povera e numerosa, sono la seconda di otto figli.

Fin da piccola fui affidata a mia nonna materna insieme a mio fratello perché il compagno di mamma mi picchiava continuamente.

Durante il giorno andavo con la nonna (mentre mio fratello rimaneva a giocare con i suoi amici) presso una famiglia benestante dove svolgeva i lavori domestici, (loro non avevano figli); mentre la nonna lavorava io mi intrattenevo a giocare con i loro nipoti, con cui mi trovavo bene avendo instaurato un bellissimo rapporto di amicizia fin dall’inizio.

Quello fu un periodo bello della mia vita perché mi sentivo amata e circondata da amichette con cui poter trascorrere il mio tempo. Crescendo, vedendo che io mi ero inserita bene in quel nucleo familiare, la nonna mi convinse a rimanere con loro con la promessa che lei sarebbe venuta a trovarmi quando poteva.

Le sue visite diminuirono sempre più fino a quando seppi che era venuta a mancare. In quella famiglia dopo la morte di nonna, la mia vita cambiò radicalmente in peggio per oltre quarant’anni.

Non mi facevano uscire sul balcone senza essere controllata, non mi hanno fatto frequentare nessuna scuola, nessuna amicizia all’infuori dei parenti, e quando uscivamo non potevo dare confidenza a nessuno, non uscivo neanche per andare a fare la spesa.

ERO SEGREGATA IN CASA.

In quel periodo nacque in me l’odio verso mia mamma. La mia vita la dedicai interamente ad accudire i miei genitori adottivi e fare le faccende di casa.

Gli anni passavano finché la mamma adottiva nella sua vecchiaia si ammalò, ed io per sette lunghi anni mi dedicai notte e giorno alle sue cure, mentre il mio riposo era frammentato e molto breve.

Alla fine dei suoi giorni si ammalò anche papà e la situazione mi incominciò a sfuggire di mano; fu allora che gridai per la prima volta a GESÙ, con tutte le mie forze.

Mi rivolsi ad un centro infermieristico il quale mi mandò una donna, che man mano scoprii essere di fede evangelica.

 Instaurai con lei un bel rapporto di amicizia e un giorno le raccontai del mio grido a Dio, e lei con amore mi portò a leggere la Parola di Dio.

Dentro il mio cuore subentrò una grande serenità e pace a tal punto da perdonare mia madre, fino a quando un giorno decisi di andarla a cercare.

Erano già morti i miei genitori adottivi. Mi misi alla ricerca della mamma, dopo varie ricerche, trovai il suo indirizzo.

Mi recai presso la villa, (lei era la custode di questo stabile), e appena mi venne incontro sul viale, vidi esattamente avvicinarsi mia nonna, gli anni erano passati e lei assomigliava a mia nonna materna.

Raggiunto il cancello mi chiese chi fossi, io non essendo cresciuta con lei non sapevo nulla della sua vita, allora incominciai a fargli delle semplici domande come il suo nome, il nome della mamma, del papà, ecc. a tal punto mi chiese se io fossi una parente; mi tolgo gli occhiali da sole e lei senza batter ciglio grida ad alta voce il mio nome: “ANNA MARIA!”.

Apre il cancello, ci stringiamo in un forte abbraccio dopo quarant’anni e chiama con la gioia nel cuore gli ultimi due fratelli, che ho conosciuto per la prima volta, Dario e Silvana.

Allora il mio pensiero vola immediatamente a mio fratello Enrico, che lasciai con la nonna, mia mamma mi dice che vive in una struttura, gli telefoniamo e dopo tanti anni ci riabbracciamo.

Mia mamma mi dice che vi sono altri fratelli che io non conosco. Da quel momento sento in cuore di andare a trovare anche gli altri, e così faccio abbracciando anche loro.

Nello stesso periodo, dopo aver rincontrato mamma e fratelli sento in cuore di andare a trovare anche papà con la sua famiglia.

Io già frequentavo da alcuni anni una comunità evangelica.

Nel frattempo conosco mio marito anche lui un cristiano nato di nuovo, e dopo qualche anno, mamma avanti negli anni, lascia il lavoro e viene ad abitare a casa nostra.

Ho avuto la grazia di godermi mia mamma alla fine della sua vita, e ciò mi ha riempito di gioia perché ho avuto la forza di amarla tanto.

Anche lei ha fatto un’esperienza con Gesù, è stata liberata dal vizio del fumo e inoltre ha dato il Suo cuore la Signore.

È stata una gioia vedere il suo cambiamento e sentirle dire di aver sbagliato. Prima di addormentarsi ha chiesto tre cose al Signore e Lui l’ha esaudita.

Anche papà prima di andarsene (poco dopo la mamma), ha chiesto a me e mio marito di pregare per lui.

Ritornando alla famiglia di mamma, Dio sta facendo cose grandi, ho conosciuto mia sorella Antonella, e appena le ho parlato di Gesù ha sperimentato una potente liberazione dal fumo, dalla droga, e dall’idolatria. Oggi serve il Signore insieme ai figli.

Anche mio fratello Carmelo e Anna, sua moglie, lo hanno accettato e da anni Lo servono insieme.

Continuo a pregare Iddio per gli altri affinché operi nei loro cuori come ha operato in noi.

DIO CI BENEDICA.      

Anna Maria          

 

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