IL RAPIMENTO DELLA CHIESA

IL RAPIMENTO DELLA CHIESA

Aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria
del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù “Tito 2:13;

Giovanni 14:1-4”1 Tessalonicesi 4:13-18; 1 Tessalonicesi 5:1-10

La prima lettera dei Tessalonicesi fu scritta ad un giovane gruppo di credenti.

Si trattava di un popolo convertito da pochi mesi che soffriva a motivo di una forte persecuzione a causa della loro fede.

Essendo così giovani nella fede c’era un po’ di confusione nella loro mente intorno ad alcuni temi. Paolo scrive loro perché li vuole aiutare a crescere nella fede. Fra alcuni temi da chiarire l’apostolo affronta l’argomento della seconda venuta del Signore.

Il ritorno del Signore è menzionato in quasi tutti i libri del Nuovo Testamento, ben 318 volte nei suoi 360 capitoli ed un libro intero è dedicato a questo argomento, cioè l’Apocalisse.

Al tempo di Paolo, i credenti si aspettavano che il Signore tornasse molto presto, fra le paure e i dubbi dei tessalonicesi c’era il timore che i loro cari defunti non realizzassero la promessa della venuta del Signore.

Quindi è evidente che sorse fra loro un interrogativo: Quando Gesù tornerà ed andremo con Lui in gloria, che ne sarà di quelli che sono morti prima del Suo ritorno?”
La risposta di Paolo fu semplice: Chi sarà in vita al ritorno del Signore, eviterà la morte fisica, ma non avrà altro vantaggio rispetto a coloro che sono morti nella grazia 2 Corinzi 4:14. 

Sia gli uni che gli altri parteciperanno insieme alla prima risurrezione 1 Corinzi 15:23.

L’obiettivo di Paolo

L’obiettivo dell’apostolo in questi versi è triplice:

  1.  Desiderava rimuovere la loro ignoranza mediante un insegnamento biblico.

È importante comprendere le credenze del mondo pagano dal quale questi credenti erano usciti.

Era una realtà in cui non c’era nessuna speranza di vita dopo la morte.

Esisteva una scritta nota a Tessalonica che recitava: “Dopo la morte non c’è risveglio, dopo la tomba non ci si rivede più”. 

I filosofi ad Atene ridicolizzarono Paolo quando annunciò loro la risurrezione Atti 17:32. 

Per i greci disfarsi del proprio corpo era la loro più ambita speranza, quindi era assurdo pensare che qualcuno lo volesse riavere nel futuro.

Solo una rivelazione da parte del Signore poteva chiarire l’argomento per i credenti a Tessalonica, d’altronde vera luce viene solo dalla Scrittura.

  1. In secondo luogo, Paolo voleva accendere speranza nel cuore dei credenti. La verità della risurrezione dei credenti defunti e il rapimento di quelli vivi li avrebbe incoraggiati grandemente.
  2. L’insegnamento del Nuovo Testamento ci rivela cose che non si conoscevano nell’Antico Testamento dandoci una viva speranza 1 Corinzi 15:51-52Tito 2:13.
  3. Infine, questa conoscenza e speranza avrebbero confortato e tolto il dolore dal cuore dei credenti. L’apostolo non esclude il lutto quando un caro muore (Filippesi 2:27).È naturale sentire la loro mancanza, c’è dolore perché al momento li abbiamo persi ma non perché siano persi. Siamo confortati nel sapere che sono con il Signore.

Quindi cari nel Signore, guardiamo in alto perché la nostra redenzione è vicina.

Con amore sincero vostro in Lui, pastore Michele Strazzeri.

 

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