INTRAPPOLATO NEL MIO STESSO CORPO PER 12 ANNI

INTRAPPOLATO NEL MIO STESSO CORPO PER 12 ANNI

Immagine: Chris Gloag

Tutti pensavano che non potessi sentirli invece ero vigile e presente…

Le persone spesso mi chiedono come ho trovato Dio.

Non mi è mai stato insegnato come credere in Lui. Non ho letto libri né sono andato in chiesa per scoprirlo. Sapevo semplicemente che era con me.

Il mio cammino verso la fede potrebbe non sembrare così insolito se conoscessi il miracolo accaduto nella mia vita, un miracolo di sopravvivenza voluto solo dalla mano di Dio.

Sono cresciuto in Sudafrica, ero un bambino normale e sano, fino a quando non sono tornato a casa da scuola un giorno, nel 1988, lamentando mal di gola.

Avevo 12 anni. Da quel giorno, i miei genitori hanno lottato per ottenere una qualche diagnosi da parte di medici che non potevano spiegare cosa mi stesse succedendo.

Per prima cosa ho smesso di mangiare. Poi ho smesso di parlare. Ho perso il senso del tempo. Gli alberi di bonsai che un tempo coltivavo sono cresciuti a dismisura mentre perdevo la mobilità negli arti. Il mio corpo si è indebolito fino a quando non riuscì più ad usarlo.

Test dopo test i medici non riuscivano a comprendere cosa mi fosse successo. Hanno concluso che avevo subito un danno cerebrale profondo a causa di una malattia neurologica degenerativa e che presto sarei morto.

Quindi per molto tempo ho trascorso le mie giornate in un centro per bambini con gravi disabilità e i miei genitori si prendevano cura di me a casa la sera.

Per i primi quattro anni dopo essermi ammalato, mi sono perso in un mondo oscuro, ignaro di qualsiasi cosa mi circondasse. Ero sveglio ma non rispondevo. Non ho memoria di quegli anni. Dopo che i medici si sono arresi, i miei genitori sono stati gli unici a prendersi cura di me, avendo esaurito ogni strada in cerca di una cura.

Poi, quando avevo circa 16 anni, ho iniziato a prendere coscienza di nuovo.

Inizialmente sono stati come lampi, momenti di consapevolezza che mi lasciavano non appena comparivano. Mi ci è voluto del tempo per rendermi conto che ero completamente solo in mezzo a un mare di persone.

Dal momento che i miei arti non rispondevano e io non riuscivo ad articolare nessun suono, mi sono ritrovato sepolto nel mio stesso corpo.

Non potevo dire a nessuno che ero tornato in vita. La gente sapeva che ero diventato più reattivo, ma credevano ancora che avessi gravi danni neurologici. E così fui nutrito e pulito mentre stavo seduto davanti alle repliche di Barney. Ho sognato di distruggere lo schermo televisivo.

Per quanto cercassi di supplicare e supplicare, gridare e urlare, non riuscivo a farmi notare da chi mi circondava. Mi ero svegliato ma come un fantasma. 

ANGELI

Poco dopo che ho iniziato a prendere coscienza, Dio è entrato nella mia vita.

Una notte improvvisamente mi sono “svegliato” dal sonno.

Mi sembrava di galleggiare sopra il mio letto.

Istintivamente, sapevo che non respiravo. Ho visto degli angeli intorno a me.

Mi stavano confortando e guidando, e sebbene non parlassero, potevo sentire le loro voci.

Per un momento, ho desiderato andare con loro. Non avevo nulla per cui vivere, nessuna ragione per continuare il mio viaggio. Ma non potevo lasciarmi alle spalle la mia famiglia che mi amava.

Dopo questa breve lotta, sentì di nuovo il respiro che mi riempì i polmoni.

Man mano che divenni pienamente consapevole, l’unica certezza a cui potevo aggrapparmi quando nulla aveva senso era che Dio era con me .

Senza capire le regole e la struttura della chiesa, senza un concetto di peccato, Bibbia o pentimento, ho semplicemente creduto in Lui.

Non posso spiegarlo, ma forse mi trovavo in una situazione così estrema e unica in cui non avevo bisogno dell’insegnamento teologico per comprendere la fede. Le persone intorno a me non sapevano che io esistessi, ma Dio lo sapeva. E io sapevo che Lui esisteva. Era istintivo, non intellettuale.

Ho iniziato a pregare Dio. Non potevo congiungere le mani o inginocchiarmi, ovviamente.

Ma mentre mi sdraiavano su una poltrona a sacco o sedevo legato su una sedia a rotelle per mantenere il mio busto inutile in posizione verticale, ho iniziato a parlarGli.

Ho pregato che qualcuno venisse e muovesse il mio corpo dolorante. Ho pregato Dio affinché mantenesse la mia famiglia al sicuro. Ho pregato per qualche segno che un giorno sarei stato salvato dal mio mondo silenzioso.

A volte le mie preghiere venivano esaudite. A volte non lo erano.

Ma quando mi sentivo deluso e impotente, le mie conversazioni con Dio mi insegnavano che la gratitudine poteva sostenermi.

Quando veniva esaudita la mia preghiera più piccola, ringraziavo il Signore. Intrappolato forse nell’isolamento più estremo che una persona possa sperimentare, mi sono avvicinato sempre più a Dio .

Ho vissuto per nove anni senza che nessuno si rendesse conto che c’era intelligenza intrappolata dentro di me.

Durante questo periodo la mia famiglia mi portava occasionalmente in chiesa, ma il culto formale significava poco per me. Visitando i miei nonni, li ascoltavo mentre parlavano della grazia di dio ma non sentivo alcun legame con quelle parole.

Un giorno, mio ​​padre ha spinto la mia sedia a rotelle in un negozio dove una donna, vedendo il mio corpo rotto e gli occhi fissi, ha pregato per me mentre mi toccava la testa. Ma tutto quello che sentivo era confusione. La mia fede era così strettamente chiusa dentro di me che vedere le persone praticare la propria insieme o in pubblico mi sembrava strano.

Poi, nel 2001, fu esaudita la mia preghiera principale.

ALLA RICERCA DI AMORE E DI UNA CHIESA

Un fisioterapista presso il centro di cura in cui mi portavano i miei cari si è convinto che io potessi capire cosa mi stava dicendo. Dopo aver convinto i miei genitori a farmi visitare, sono stato portato in un centro di comunicazione specializzato. Mi sono seduto su un lato di uno schermo trasparente, pregando ancora una volta per la guida e la grazia di Dio. Un esperto seduto dall’altra parte mi ha chiesto di identificare le immagini di oggetti di uso quotidiano con i miei occhi. Vedendo che guardavo le foto corrette a comando, ha detto ai miei genitori che avrei potuto imparare a comunicare.

L’intelligenza che era stata intrappolata dentro di me divenne presto evidente.

Ho rapidamente imparato a comunicare mediante dei programmi adattati alla mia situazione. Poi ho imparato ad usare un software avanzato per computer.

Entro 18 mesi, sono stato in grado di parlare usando la mia “voce computerizzata”.

Ho iniziato a tenere conferenze sulla comunicazione alternativa. Negli anni successivi mi sono laureato con il massimo dei voti e ho creato la mia attività come sviluppatore web, comunicando nel frattempo tramite computer.

Durante questo periodo, la mia fede è rimasta parte integrante della mia vita, ma non mi sentivo ancora collegato alla chiesa.

Nel giorno di Capodanno 2008, ho incontrato qualcuno che l’ha fatto .

Io e i miei genitori parlavamo mediante una videochiamata con mia sorella, che viveva nel Regno Unito. La sua amica Joanna era nella stanza. Mi ha affascinato. Abbiamo iniziato a scambiarci e-mail e chattare online, Joanna parlava e io scrivevo. Ci siamo innamorati rapidamente.

Joanna era una vera cristiana e capiva molto della chiesa.

Mentre parlavamo e discutevamo di fede, ho iniziato a capire di più.

Sei mesi dopo, ho raggiunto Joanna per la prima volta nel Regno Unito.

Una delle nostre prime attività insieme fu quella di assistere a un culto in chiesa. Lì, per la prima volta, l’ho capito:

Due valgono più di uno solo,

perché sono ben ricompensati della loro fatica.

Infatti, se l’uno cade, l’altro rialza il suo compagno;

ma guai a chi è solo e cade senz’avere un altro che lo rialzi!

(Ecc. 4: 9–10)

Quel dicembre mi sono trasferito nel Regno Unito; Joanna e io abbiamo iniziato a seguire una serie di studi biblici insieme.

Ho iniziato con la Bibbia per bambini prima di passare a una Bibbia audio che potevo ascoltare da solo. Sei mesi dopo, Joanna e io eravamo sposati. Il Signore ci aveva fatti conoscere e ora era con noi mentre eravamo uniti in Sua presenza.

Io e Joanna continuiamo a frequentare la chiesa. La mia vita, come quella di tante persone, è diventata così piena di lavoro e impegni che a volte è difficile trovare il tempo e lo spazio per connettersi con Dio. Ora trovo pace nell’adorazione.

In molti modi, il mio rapporto con Dio sembra lo stesso di sempre: tranquillo, privato e intimo.

Senza il Signore, non sarei qui oggi.

Non ho dubbi che sia stato solo il suo intervento a salvarmi.

È SOLO ATTRAVERSO DIO CHE HO TROVATO LA MIA VOCE.

Martin Pistorius ha scritto della sua esperienza in Ghost Boy (Thomas Nelson).
Tratto da: christianitytoday.com
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