IRAN: COME STANNO I CRISTIANI NEL PAESE?
NELLA FOTO: messaggio di allerta inviato ai cittadini nella regione del Golfo
Dopo la conferma della morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, nei raid congiunti di Stati Uniti e Israele, l’Iran si ritrova diviso tra lutto e manifestazioni di esultanza.
Da una parte le immagini del conduttore della TV di Stato iraniana che piange e dall’altra i video nei Social Media di gente festante per le strade sono la plastica rappresentazione dell’abisso che si sta allargando nella società iraniana.
La morte della Guida Suprema Khamenei e di molti alti funzionari, tra cui sembra anche l’ex presidente Ahmadinejad, scuote le fondamenta della leadership iraniana. Non va dimenticato che vi sono milioni di sostenitori dell’attuale regime, così come milioni di iraniani anelano a un cambiamento radicale da tempo, come hanno dimostrato le manifestazioni di piazza di questi anni.
Dai cristiani iraniani raccogliamo richieste di preghiera e dichiarazioni di vario segno. Uno di loro ha detto: “Come cristiano iraniano, non posso ignorare che sotto la leadership di Khamenei la Chiesa in Iran ha vissuto decenni di persecuzioni, restrizioni, sorveglianza e arresti, con molti cristiani costretti a sopportare sofferenze e carcere per il semplice fatto di seguire Cristo. Eppure, anche nelle difficoltà, la Chiesa è rimasta resiliente e radicata nella speranza. Questo momento non può avere il sapore di una vendetta o di un trionfo, ma può invece aprire alla possibilità di un futuro diverso. Un futuro in cui la libertà di coscienza, la dignità e la giustizia sono estese a tutti gli iraniani, indipendentemente dalla loro fede. La mia preghiera è che presto arrivi la pace, la riconciliazione e la vera libertà per la nostra nazione”.
La Chiesa nascosta in Iran è in rapida espansione, per questo i cristiani chiedono preghiera affinché ciò che sta avvenendo apra una porta alla diffusione libera del Vangelo.
Una cristiana iraniana, costretta alla fuga all’estero dopo anni di persecuzione, ci racconta: “A motivo della nostra fede in Gesù abbiamo sopportato anni di vita da rifugiati. Ora siamo speranzosi di poter tornare nella nostra terra. Che Dio porti pace e protegga tutto il Medio Oriente in questo momento di cambiamento per l’Iran”.
Con il conflitto, l’intero Medio Oriente sta affrontando costi sempre più alti, instabilità crescente e difficoltà che colpiscono duramente la comunità cristiana.
L’aumento dei prezzi, la scarsità di beni essenziali e la riduzione dei collegamenti rendono ogni intervento più complesso e più costoso. Per continuare a sostenere chi vive questa cristi in prima linea, c’è bisogno di tutti noi.
Grazie al nostro aiuto la Missione Porte aperte può continuare a stare accanto ai cristiani del Medio Oriente non lasciandoli soli in questo momento cruciale per l’intera regione.
COME DONARE
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