IRAN: CONTINUA LA REPRESSIONE CONTRO I CRISTIANI NEL CONTESTO DELLE NUOVE PROTESTE

IRAN: CONTINUA LA REPRESSIONE CONTRO I CRISTIANI NEL CONTESTO DELLE NUOVE PROTESTE

NELLA FOTO: veduta dall’alto della città di Teheran

L’Iran è tornato a fare i conti con l’instabilità interna. 

In molte città sono infatti riprese le manifestazioni di piazza, alimentate dal crollo della valuta, dall’aumento vertiginoso dei prezzi e dalla carenza di generi alimentari.

La risposta delle forze di sicurezza è stata durissima: arresti di massa e violenza in un clima di crescente tensione sociale.

Nel contesto già critico, i cristiani – in particolare i convertiti dall’islam e i membri delle chiese domestiche – continuano a essere trattati come una minaccia per la sicurezza nazionale

Le autorità sfruttano la situazione di tensione per intensificare le persecuzioni, accusando i cristiani e i leader delle chiese non ufficiali di propaganda e di attività contro lo Stato, reati che comportano pesanti condanne detentive. 

Organizzazioni che monitorano la situazione della libertà religiosa in Iran, tra cui Article 18, documentano come la narrativa del governo continui a dipingere i cristiani come agenti stranieri, arrivando persino a definirli mercenari del Mossad – l’agenzia di intelligence dello Stato di Israele – nei rapporti legati ai recenti arresti. 

Si tratta di uno scenario non nuovo: ogni volta che l’Iran attraversa periodi di tensione interna, la pressione sulle minoranze religiose cresce drasticamente

Sul piano internazionale, la situazione iraniana si intreccia con dinamiche complesse con Russia e Cina che rimangono alleati centrali del governo di Teheran.

Secondo diversi osservatori, l’amministrazione statunitense sta cercando di sfruttare questo equilibrio per esercitare pressioni su Mosca e Pechino, mentre continua il conflitto in Ucraina e si intensificano le tensioni intorno a Taiwan.

Parallelamente, Israele starebbe valutando possibili operazioni militari e gli Stati Uniti potrebbero, come già fatto in passato, intervenire nuovamente. Resta però incerta la volontà politica dell’attuale presidenza americana di entrare in maniera diretta nel conflitto. 

Ogni fase di instabilità interna in Iran ha conseguenze immediate e pesanti sui cristiani

Le famiglie dei convertiti dall’islam si trovano improvvisamente senza reddito, i cristiani devono muoversi con estrema cautela, le reti di sostegno locale fanno fatica a rispondere ai bisogni primari e molti leader delle chiese domestiche rischiano l’arresto. 

La World Watch List 2025 di Porte Aperte – la lista dei 50 Paesi dove più si perseguitano i cristiani nel mondo – classifica l’Iran alla 9ª posizione, un dato che riflette l’inasprirsi delle persecuzioni e la vulnerabilità estrema della comunità cristiana locale.  

Il prossimo 14 gennaio, sul sito della Missione Porte Aperte (www.porteaperteitalia.org), verrà resa disponibile la World Watch List aggiornata al 2026. 


Porte Aperte Italia

Voi siete un filo di speranza per me. Il vostro interesse e aiuto è di vitale importanza per la nostra sopravvivenza”. Ecco quanto ci ha detto un cristiano nella persecuzione.

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