Nigeria: cristiani nel mirino di estremisti e Fulani

Nigeria: cristiani nel mirino di estremisti e Fulani

Le oltre 100 studentesse rapite a febbraio dal villaggio di Dapchi (stato di Yobe nel Nord-Est della Nigeria), sono state rilasciate sei giorni fa e ricondotte alle loro famiglie lo scorso 25 marzo. Trasportate nella capitale Abuja subito dopo il rilascio, si sono sottoposte allo screening medico e di sicurezza, per poi incontrare il presidente Buhari.

Nel frattempo vengono posti interrogativi sul motivo per cui Leah Sharibu, una ragazza cristiana di 15 anni, non abbia fatto parte dell’accordo negoziato dal governo per la liberazione delle studentesse. Ai suoi genitori ĆØ stato detto che i militanti non hanno voluto rilasciarla perchĆ© si rifiutava di rinnegare la fede cristiana. Era l’unica di ragazza cristiana tra le rapite.

ā€œSiamo perplessi e rattristati dal fatto che Leah sia stata esclusa dall’accordo negoziato per il ritorno delle ragazzeā€ ha detto Mervyn Thomas, amministratore delegato di Christian Solidarity Worldwide (CSW).

Questa notizia riporta alla mente l’episodio di Chibok, quando il 14 aprile del 2014 Boko Haram prese d’assalto la scuola dove 275 ragazze erano radunate per sostenere un esame, rapendone più di 230. 47 riuscirono a scappare durante e poco dopo l’attacco mentre altre vennero successivamente rilasciate. Ancora oggi metĆ  di quelle studentesse rimane prigioniera. Durante una recente visita, alcuni genitori hanno condiviso che fino a quando tutte le ragazze non saranno liberate, Chibok non festeggerĆ . Le famiglie in attesa di riabbracciare le proprie figlie hanno un disperato bisogno di preghiera e incoraggiamento.

La violenza in Nigeria sembra dunque non terminare, contando 57 vittime solo nelle ultime due settimane. A gennaio, almeno 75 persone hanno perso la vita in una serie di attacchi perpetrati da parte di allevatori Fulani (etnia nomade, pressochĆ© totalmente islamica, dedita alla pastorizia e al commercio) nella comunitĆ  prevalentemente cristiana di Miango. In tutto sono stati presi di mira 14 villaggi, con 89 case incendiate e vaste distese di terreni agricoli anch’essi distrutti dagli assalitori. 3.000 gli abitanti dei villaggi che, insieme alle famiglie, hanno cercato rifugio nelle comunitĆ  vicine. Continua dunque il processo di radicalizzazione degli stati del nord della Nigeria, con la comunitĆ  cristiana a farne le spese.

 

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