PORTE APERTE “COREA DEL NORD: LE CONVERSIONI NON SONO TERMINATE”

PORTE APERTE “COREA DEL NORD: LE CONVERSIONI NON SONO TERMINATE”

NELLA FOTO: Min-soo, cristiano nordcoreano convertitosi in una casa rifugio di Porte Aperte/Open Doors.

 

In Corea del Nord possedere una Bibbia è vietato, nonostante questo i nordcoreani continuano a convertirsi a Gesù. Durante una fuga dalla Corea del Nord alla Cina, mentre si trovava in una casa rifugio di Porte Aperte/Open Doors, Min-soo* ha conosciuto Cristo e si è convertito a Lui.

Dall’incredulità alla fede
I primi passi con la Bibbia sono stati difficili per Min-soo: “è piena di falsità”, diceva, “come può Dio aver creato il mondo con l’uso della parola? Come può Gesù aver sfamato 5.000 persone con qualche pezzo di pane e qualche pesce? Come può Gesù essere risorto dai morti? Non è razionale!”. Ci sono voluti più di 3 anni prima che lui, mentre si trovava ancora nella casa rifugio, riponesse la sua fede in Cristo: “A quel punto volevo conoscere Dio sempre di più, trascorrevo ore a leggere la Bibbia, ogni giorno, alzandomi alle 4 del mattino per pregare”.

Dalla violenza al pentimento
In quella casa, insieme a Min-soo, vivevano altri 5 o 6 uomini che, come lui, erano in Cina per fuggire dalla prigionia e dalle torture della Corea del Nord e lì si erano convertiti a Gesù. “Inizialmente litigavamo spesso, anche in modo violento”, ha detto Min-soo, “poi leggevamo la Bibbia e ci pentivamo di non aver mostrato amore fraterno. È così che siamo gradualmente cambiati”.

Dalla crescita al servizio
Un giorno, in sogno, Min-soo racconta di aver visto un’enorme albero davanti alla sua casa in Corea del Nord: “Era una vite talmente grande che non bastavano 40 persone per circondarne il tronco, la cima spariva oltre le nuvole e da essa pendeva tanta frutta da ricoprire l’intera penisola coreana”. È stata questa esperienza a spingere Min-soo a voler dedicare la sua vita alla missione, per il Regno di Dio e per il bene del suo Paese. Oggi vive in Corea del Sud dove serve come pastore. “Sono molti i cristiani nordcoreani che, dopo essere stati addestrati nelle case rifugio, si impegnano nel servizio cristiano e credo saranno proprio queste persone i futuri leader di chiesa nel giorno in cui due Coree saranno finalmente riunite”.

*pseudonimo

 

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