PORTE APERTE “NIGERIA: SI PUÒ PARLARE DI GENOCIDIO DEI CRISTIANI?”

PORTE APERTE “NIGERIA: SI PUÒ PARLARE DI GENOCIDIO DEI CRISTIANI?”

NELLA FOTO: Villaggio cristiano dato alle fiamme dai Fulani nello stato di Plateau, in Nigeria

La violenza e la perdita di vite umane tra i cristiani sembra inarrestabile in Nigeria. 

Lo scorso aprile, Matthew*, un cristiano locale, è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco mentre rincasava dal turno notturno di controllo dei locali della chiesa, perdendo la vita.

La moglie Rose*, arrivata sul luogo della tragedia la mattina seguente, ha detto: “Ho visto mio marito giacere morto con la fossa già scavata. Ero sotto shock. Ho abbracciato le mie figlie e ho pianto”.

22 morti, decine di feriti, 163 case bruciate e più di 1.000 persone in fuga: questo è il bilancio dopo gli ultimi attentati avvenuti tra il 10 e il 12 luglio nello Stato di Kaduna, a nord del Paese.

Un’organizzazione non governativa della società civile nigeriana ha da poco pubblicato un rapporto in cui viene sottolineato che le numerose morti, registrate tra gennaio e giugno 2020, sono state causate principalmente dagli attacchi dei Fulani, etnia nomade musulmana dedita alla pastorizia, che colpiscono le comunità rurali cristiane negli stati della cintura del Sahel per appropriarsi dei terreni agricoli.

Nel nord-est della Nigeria, invece, gruppi islamici radicali come Boko Haram e lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (ISWAP), oltre alle bande armate, risultano essere la maggiore causa di violenza.

La World Watch List 2020 di Porte Aperte, report annuale sulla persecuzione dei cristiani, colloca la Nigeria al 12° posto della lista dei 50 Paesi più difficili al mondo per chi crede in Gesù, mentre per il 5° anno consecutivo la segnala come il luogo dove, a motivo della propria fede, il maggior numero di cristiani viene ucciso.

“La continua violenza e la perdita di vite umane in Nigeria mostra il fallimento e il rifiuto delle autorità di voler adottare misure di tutela efficaci e imparziali per tutti i cittadini”, ha affermato l’organizzazione Christian Solidarity Worldwide (CSW), che ha poi aggiunto: “Gli agenti di polizia che avrebbero dovuto far rispettare il coprifuoco non erano sul posto quando sono iniziati gli attacchi (lo scorso 10 luglio a Kaduna). Siamo sconvolti dall’atteggiamento delle forze di sicurezza che non sono riuscite a impedire ai gruppi armati di terrorizzare i civili per tre giorni consecutivi”.

Nel dicembre 2019 il Dipartimento di Stato americano ha inserito la Nigeria nella lista dei Paesi che commettono o tollerano gravi violazioni della libertà religiosa. Una ONG americana ha anche informato la Corte Penale Internazionale, con sede all’Aia, nei Paese Bassi, che il livello di allarme per genocidio contro i cristiani in Nigeria è stato raggiunto, richiedendo l’avvio di un’indagine sulle atrocità di massa commesse all’interno del Paese.

*pseudonimi
Porte Aperte Italia

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