AMORE FRATERNO

AMORE FRATERNO

(1 Parte)

1 Giovanni 4:19-21

Noi amiamo perché Egli ci ha amati il primo. 20 Se uno dice: Io amo Dio, e odia il suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama il suo fratello che ha veduto, non può amar Dio che non ha veduto. 21 E questo è il comandamento che abbiam da lui: che chi ama Dio ami anche il suo fratello.

Non è facile predicare su questi versetti, essi vengono spesso letti, sono molto conosciuti, sono di per sé molto eloquenti, eppure … essi sono poco vissuti e racchiudono una riflessione più profonda di quanto spesso si faccia.

Vorrei iniziare dal versetto 19 Noi amiamo perché Egli ci ha amati il primo. Ecco questo è il nostro punto di partenza non solo della nostra meditazione, ma del nostro essere cristiani, del nostro vivere secondo la Sua Parola, del nostro essere …

Galati 2:20 Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me.

Prima di ogni cosa dobbiamo ricordare che è il Suo amore che per primi ci ha invaso, è Egli che ci ha cercati per primo, così come ci dice la Sua Parola in Giovanni 15:16 Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia.

Leggendo questi versetti e leggendo (leggere il capitolo 13 del vangelo di Giovanni che in più parti esorta all’amore per gli altri) Giovanni 13:34 Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Com’io v’ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri.

mi sono sempre chiesto “ma io vivo questo?” Davvero non sono più io che vivo ma Cristo vive in me? Quante volte all’interno della chiesa ho “evitato” i miei fratelli?

Quante volte dentro al mio cuore ho provato sentimenti che nulla hanno a che vedere con l’amore? E quante volte avendo questo in cuore ho dichiarato in qualche invito in un culto ad alzare la mano e dire che amavo i miei fratelli?

La risposta? Troppe.

Cari in Cristo, Dio sta da molto tempo scuotendo la Sua chiesa parlando a essa in modo chiaro e incisivo, Egli è stanco della posizione che essa ha preso da molti anni.

Ci fermeremo su due versetti già letti:

  • Lui ci ha scelti
  • l’amore per i nostri fratelli e il nostro prossimo.

Perché questi due versetti? Perché essi hanno un legame tra di loro.

Spesso i rapporti in chiesa si incrinano per “ambizione”. Si, questo sentimento demoniaco scava in maniera subdola.

Vorrei leggere con Voi altri due passi della Scrittura:

In 1 Corinzi 13:4-7 troviamo scritto

L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, 5 non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male (Luzzi: non sospetta il male), 6 non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; 7 soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.

1 Corinzi 6:7 Certo è già in ogni modo un vostro difetto l’aver fra voi dei processi. Perché non patite piuttosto qualche torto? Perché non patite piuttosto qualche danno?

Viviamo nell’amore di Dio così come descritto in Corinzi 13, o spesso viviamo come scritto in Corinzi 6 e non riusciamo a sopportare qualche torto?

Eppure noi durante le nostre giornate veniamo meno, ricadiamo spesso su gli stessi errori, e quando andiamo in preghiera chiediamo e “vogliamo” che Dio ci perdoni …

Cari fratelli la necessità di quest’amore consente alla nostra vita di controllare in noi due aspetti, il primo è quello di sapere che nell’invito di Cristo alla Sua chiamata noi abbiamo risposto di si, il secondo è che nel cammino intrapreso noi non ci siamo “intiepiditi” così come descritto in Apocalisse 3:15-20

Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! 16 Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca. 17 Tu dici: ‘Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di niente!’ Tu non sai, invece, che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo. 18 Perciò io ti consiglio di comperare da me dell’oro purificato dal fuoco, per arricchirti; e delle vesti bianche per vestirti e perché non appaia la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungerti gli occhi e vedere. 19 Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti. 20 Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.

Come amo (i miei fratelli)? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre, e alla risposta dobbiamo dare una profonda attenzione.

Prima di dare una risposta vediamo cosa chiediamo a Dio: chiediamo al Suo amore che perdoni in questa giornata le tante volte che siamo venuti meno, che ascolti il nostro grido e perdoni come abbiamo già detto i nostri ripetuti errori che spesso perpetriamo giorno dopo giorno ripromettendo a Dio che non lo faremo più …

Desideriamo che Dio ci perdoni, desideriamo che Lui rinnovi il Suo amore, ma quando noi dobbiamo farlo per in nostri fratelli?

Spesso siamo come descritto in Matteo 18 quando parla del perdono

Matteo 18:23-34: 23 Perciò il regno de’ cieli è simile ad un re che volle fare i conti coi suoi servitori. 24 E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, ch’era debitore di diecimila talenti. 25 E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant’aveva, e che il debito fosse pagato. 26Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto. 27 E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito. 28 Ma quel servitore, uscito, trovò uno de’ suoi conservi che gli doveva cento denari; e afferratolo, lo strangolava, dicendo: Paga quel che devi! 29 Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò. 30 Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione, finché avesse pagato il debito. 31 Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e andarono a riferire al loro signore tutto l’accaduto. 32 Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: Malvagio servitore, io t’ho rimesso tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; 33 non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, com’ebbi anch’io pietà di te? 34 E il suo signore, adirato, lo diede in man degli aguzzini fino a tanto che avesse pagato tutto quel che gli doveva. 35 Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognun di voi non perdona di cuore al proprio fratello.

Quante volte abbiamo avuto noi un atteggiamento simile?

 

(2 Parte)

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