AUGURI …. È CORRETTO PER UN CRISTIANO?

AUGURI …. È CORRETTO PER UN CRISTIANO?

Nel linguaggio odierno il termine “auguri” è usato “normalmente”, ma per un cristiano è corretto il suo utilizzo?

Cosa si dice con la parola AUGURI?

  1. L’espressione di un desiderio positivo che liberi «energie positive», faccia del bene.
  2. La speranza che «la sorte», «il destino» o «dio» siano propizi verso una persona,
  3. Spesso la «sorte», il «destino», questo «dio» appaiono così imprevedibili, capricciosi, incontrollabili, come delle divinità da propiziare perché le cose potrebbero anche «andare male». Allora diciamo: «Speriamo che ti vada bene», come quando, al casinò, si gioca alla roulette. «Speriamo che esca il numero su cui hai puntato e che tu possa fare una bella vincita», quasi una forma di scaramanzia.

 

MA QUALE È L’ORIGINE E IL SUO SIGNIFICATO?

augùrio lat. augùrium da àugur augurePresso i romani significò: divinazione del futuro mediante il canto e il volo degli uccelli; e poi più genericamente ebbe il senso, che vale tuttora, di: Segno, Indizio o Presagio di cosa futura.

L’àugure (dal latino augur, all’accusativo augurem) o àuspice (dal latino auspex, all’accusativo auspicem) era un sacerdote e un indovino ufficiale dell’Antica Roma.

Gli Auguri sono veggenti. (un gruppo particolare di Auguri, gli Aruspici, cioè coloro che leggono le interiora degli animali).

Il compito degli auguri era di trarre auspici dall’osservazione del volo, del comportamento e del verso degli uccelli e di capire se gli dei approvavano o no l’agire umano sia nell’ambito pubblico sia in quello privato, sia in pace sia in guerra. Erano inoltre specializzati nello studio delle viscere degli animali sacrificali e in quello delle condizioni atmosferiche, come la caduta dei fulmini. L’augure non doveva predire quale fosse la cosa migliore da fare, ma solo se un qualcosa su cui si era già deciso incontrasse o meno l’approvazione divina (ciò si desume da: Livio, I, 35,3).

L’arte degli auguri era chiamata augùrio o auspicio.

Come fenomeno culturale, la divinazione è stata osservata dagli antropologi in molte religioni e culture, in tutte le epoche fino ai giorni nostri.

Ogni cultura e religione ha sviluppato i propri metodi di divinazione. L’Ebraismo e il Cristianesimo e l’Islam escludono le pratiche divinatorie.

 

MA COSA DICE LA BIBBIA A TAL PROPOSITO?

Michea 3:7 I veggenti saranno coperti di vergogna, e gli indovini arrossiranno; tutti si copriranno la barba, perché non vi sarà risposta da Dio».

Levitico 19:26 «”Non mangerete nulla che contenga sangue. Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia.

Numeri 23:23 In Giacobbe non c’è magia, in Israele non c’è divinazione; a suo tempo viene detto a Giacobbe e a Israele qual è l’opera che Dio compie.

Deuteronomio 18:10 Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago

Geremia 27:9 Voi dunque non ascoltate i vostri profeti, né i vostri indovini, né i vostri sognatori, né i vostri pronosticatori, né i vostri maghi che vi dicono: – Non sarete asserviti al re di Babilonia!

Ezechiele 12:24 poiché nessuna visione sarà più vana, né vi sarà più divinazione ingannevole in mezzo alla casa d’Israele.

Ezechiele 13:23 voi non avrete più visioni vane e non praticherete più la divinazione; io libererò il mio popolo dalle vostre mani e voi conoscerete che io sono il SIGNORE”».

Atti 16:16 Mentre andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una serva posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo l’indovina, essa procurava molto guadagno ai suoi padroni.

 

Quale significato da o può dare un cristiano?

Di certo l’espressione augurale cristiana non è un vago desiderio di bene, ma sì indirizza alla fonte stessa di ogni bene, cioè Dio, il Dio vero e vivente che si è fatto a noi conoscere nella persona di Gesù Cristo ed in tutta la Bibbia.

Il cristiano non crede nel «caso» o nel «destino», ma sa che ogni cosa è sotto il Suo controllo per quelle che in Lui confidano “Salmo 125:1 Quelli che confidano nell’Eterno sono come il monte di Sion, che non può essere smosso, ma dimora in perpetuo”, e in questa certezza ogni cristiano gli rende l’onore, la gloria ed il culto che Gli sono dovuti. Infatti, come dice la Scrittura:«Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia» (Ro.9:16).

 

Iddio solo, come Sovrano del cielo e della terra, è la fonte, l’agente, Colui da cui dipende ogni cosa. L’espressione augurale cristiana quindi la si potrebbe vedere come una preghiera rivolta a Dio: rapportarsi a Dio e rivolgergli, esprimergli, ciò che ci sta a cuore che Egli realizzi in favore di qualcuno.

Ma chi ascolta l’augurio di un cristiano, trarrà mai tale conclusioni?

In quelle parole trova la preghiera per la sua vita?

La risposta è scontata: NO.

 

ED ALLORA?

Alla luce di quanto sopra, e da ciò che ci dice la Parola di Dio a riguardo, possiamo mai adottare nella nostra pratica quotidiana, la formula di “augurare” qualcosa?

Di indirizzare “auguri” cioè “buoni auspici” a qualcuno?

Nell’ usare tale termine a chi lo riceve noi diciamo: “buona fortuna” ossia: “che il fato ti sia propizio, favorevole”, a chi ascolta arriva il messaggio di chi si affida alla credenza di un destino consegnato ad una sorte incerta o in balia di divinità pagane capricciose, che possono a loro scelta, influire sulla nostra vita, e che per volgere a nostro favore, si è spinti ad ingraziarsi con offerte e servigi, quindi adorandole e sottomettendoci a esse.

Naturalmente tutto questo È UN ABOMINIO AGLI OCCHI DELL’UNICO VERO DIO, che ci ha proibito l’idolatria con l’adorazione di false divinità.

Non si ha nessun riscontro che siano mai state usate dai primi cristiani tali espressioni, ma sappiamo che esse fanno parte di un mondo pagano, che giace sotto l’influenza del maligno.

In una realtà cristiana che in questo secolo sta vedendo come non mai che ormai tutto sta divenendo lecito, e che “tante cose” sono praticabili, noi rispondiamo con la Sua Parola:

Romani 12:2 E non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la volontà di Dio, la buona, accettevole e perfetta volontà.

2 Timoteo 4:3-5

3 Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie 4 e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole. 5 Ma tu sii vigilante in ogni cosa, soffri afflizioni, fa’ l’opera d’evangelista, compi tutti i doveri del tuo ministero.

Che la Sua Parola viva in noi cosi come Essa è, e non secondo il nostro punto di vista.

 

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