COMPASSIONE “THAILANDIA: LA VITA DI ADUN, UN ANNO DOPO LA GROTTA”

COMPASSIONE “THAILANDIA: LA VITA DI ADUN, UN ANNO DOPO LA GROTTA”

Un anno fa, tutto il mondo era davanti alla TV: cosa sarebbe successo alla squadra di ragazzi thailandesi intrappolati in una grotta? Adun, sostenuto da Compassion, racconta com’è oggi la sua vita.

 

Il 23 giugno di un anno fa, 12 ragazzi e il loro allenatore di calcio entrarono in una grotta di Tham Luang (Chiang Rai, Thailandia).

 

Rimasti intrappolati a causa delle forti piogge, sono rimasti tagliati fuori dal mondo per una settimana.

 

“Era la decima notte, stavamo perdendo la pazienza, la speranza, l’energia fisica e il coraggio. Non potevamo fare nulla per cambiare la situazione. L’unica cosa che potevo fare era pregare. Dissi a Dio: Signore, sono solo un ragazzo. Tu sei onnipotente: proteggici, aiutaci e salvaci” racconta Adun, 15 anni. Era l’unico dei ragazzi in grado di parlare inglese e proprio per questo è stato fondamentale nell’aiutare i sommozzatori inglesi a recuperare tutti i ragazzi. Pochi giorni fa abbiamo incontrato Adun, ragazzo sostenuto da Compassion, per capire com’è cambiata la sua vita.

 

 


Prima del 23 giugno 2018, tutto era semplice. Andavo a scuola dalle 7 alle 16. Poi, andavo al centro Compassion, giocavo a calcio con gli amici e la sera tornavo all’ostello della chiesa locale. Le mie giornate scorrevano in modo tranquillo, ogni giorno.


 

Ma dopo quei drammatici giorni, la vita di Adun e dei suoi amici è stata tutt’altro che rilassata. Sono stati intervistati in TV e hanno persino incontrato José Mourinho, allenatore del Manchester United. Ora, alcuni produttori di Hollywood vorrebbero trasformare la loro storia in un film!

Oggi, oltre alla sua routine quotidiana – fatta di studio, partite di calcio, attività in chiesa e al centro Compassion  Adun è diventato una specie di star locale.

 

La difficile infanzia di Adun

Nato in una famiglia di etnia lua, Adun è dovuto fuggire dal Myanmar a causa di una guerra civile. Non essendo cittadini tailandesi, lui e i suoi familiari hanno subito difficoltà e discriminazione.

Come molti bambini e ragazzi rifugiati nel nord della Thailandia, Adun è ospite di una chiesa locale. Questo gli ha permesso di partecipare alle attività di Compassion e di andare a scuola. Per i suoi genitori, questa era l’unico modo per donargli una vita migliore, fiduciosi delle cure amorevoli degli operatori Compassion. Il desiderio dei suoi genitori era che Adun potesse crescere in modo sano e consapevole dei valori della fede. Oggi, la fede di questo ragazzo è ancora più forte, sicuro dell’intervento di Dio in quei terribili momenti in cui la sua vita era appesa a un filo, in una caverna buia e fredda.

 

 


L’aiuto di Dio è arrivato nel momento più difficile.

Pregavo intensamente, Dio mi ha risposto mandando una squadra di soccorritori.

In quella grotta, Dio mi ha aiutato ad affrontare la mia angoscia.

Gli sarò eternamente grato!


Adun crede che la sua forza viene da Dio e che è Lui che lo protegge non solo nei momenti bui, ma anche nelle sfide quotidiane. Ancora oggi, Adun fatica a raccontare i dettagli della sua esperienza nella grotta. A causa del trauma subito, lui e i suoi amici hanno ricevuto cure e supporto emotivo. Con tempo e pazienza, Adun e i suoi amici stanno guarendo dallo shock. Adun sta riprendendo la sua vita: è un ragazzo semplice e felice e ama incoraggiare gli altri. Alla domanda su cosa consiglierebbe a un coetaneo che deve affrontare una sfida, ci ha risposto:

“Gli direi di avere pazienza e di fidarsi di Dio. E di avere sempre speranza”

 

Recentemente, ha ricevuto due fantastiche sorprese. Grazie alle sue capacità e al suo carattere, ha vinto una borsa di studio per studiare inglese. E in più, il governo thailandese gli ha concesso la cittadinanza  grazie alla quale potrà avere nuove opportunità.

“Sono così felice, tutto questo è davvero fantastico” racconta Adun, mentre i suoi occhi brillano di gioia.

 

Prega con noi per la vita di Adun

  • Ringrazia Dio per le nuove opportunità di vita e per la cittadinanza che il governo thailandese gli ha concesso
  • Prega che Adun e i suoi amici possano continuare guarire dalle ferite fisiche ed emotive
  • Prega per i genitori di Adun
  • Prega che Adun continui ad avere fiducia e speranza in Dio

Infine, Adun ha condiviso un messaggio di ringraziamento: “Grazie a tutti coloro che hanno pregato per me e per tutta la squadra. Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato, che Dio vi benedica tutti”.

Nel frattempo, nel nord della Thailandia è tornata la normalità dopo il drammatico salvataggio di un anno fa.

 

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