È TROPPO PICCOLO IL TUO MONDO?

È TROPPO PICCOLO IL TUO MONDO?

Phillips Brooks, un grande predicatore del diciannovesimo secolo, disse: “I peccatori non hanno alcun diritto di condannare il cristianesimo, perché non l’hanno ancora provato …

Sono d’accordo! Non credo che alcun essere umano, sulla terra, abbia ancora scoperto la potenza e la gloria che è disponibile in Cristo, qui ed ora!

In Giovanni 12:25 troviamo una vera sfida alla nostra piccolezza. In un solo verso, Gesù ci chiama a lasciare il nostro angusto e piccolo ambito, per essere trasformati nel glorioso regno della libertà e dell’efficacia. Ancora una vola, Gesù ci chiama: “Il tuo mondo è troppo piccolo; chiedi di avere una vita più grande e più ricca di significato“. Ecco qui:

Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna” (Giovanni 12:25).

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  1. Che paradosso: odiare la vita per trovarla!
    Disprezzarla per scoprirla!
    Non sembra una cosa ragionevole.

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Eppure, la chiave per avere una vita abbondante è proprio in quest’affermazione apparentemente senza senso e confusionaria. Questa è la sua sfida al nostro piccolo mondo. Capire il significato d’essa è la porta che introduce ad una rivelazione che ci dà la vita. Gesù disse anche:

Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo” (Luca 14:26).

Sicuramente, Cristo non può volersi riferire all’odio, nei termini di una classica definizione da dizionario: aborrire o detestare, rifiutare o rigettare. La Parola di Dio dice:

Chiunque odia suo fratello è omicida …” (I Giovanni 3:15).

Mariti, amate le vostre mogli, e non inaspritevi contro di loro“.

Onora tuo padre e tua madre“.

Non è la vita che deve essere odiata, perché essa è un dono di Dio. Non dobbiamo odiare le persone; non sarebbe scritturale.

Dobbiamo imparare ad odiare il modo in cui conduciamo la vita. Dobbiamo odiare ciò che hanno fatto di noi le nostre sollecitudini per la famiglia ed i nostri cari. La tua vita si racchiude tutta nei figli, nel marito, nella moglie, nei genitori? Tutte le tue gioie ed i tuoi problemi si limitano forse a questa cerchia ristretta?

Dio ci sta semplicemente invitando ad allargare l’ambito della nostra vita. La vita deve essere qualcosa di più che solamente tendaggi, bollette, la scuola dei bambini, la salute dei genitori, la parentela. Marta si era abituata ad una vita di routine; Maria voleva crescere! Maria voleva espandere le proprie vedute. Gesù approvò l’atteggiamento di Maria nei confronti della vita.

NON PUOI CRESCERE FINCHÉ NON COMINCI AD ODIARE LA TUA ATTUALE IMMATURITÀ. Non è che devi dimenticare i tuoi doveri ed obblighi verso la famiglia e gli amici; ma potresti rimanere talmente legato a quei doveri, da rimanere bloccato nella tua crescita. Devi svegliarti, una buona volta. Nella tua anima deve sorgere una santa ira, una santa indignazione; devi gridare: “Dio! Odio ciò che sono diventato. Odio i miei malumori. Odio quanto a volte sono irritabile. Odio la mia malinconia. Odio quanto sono diventato meschino. Lo odio! Lo odio! Lo odio!”

Pensa alla persona più spirituale che conosci; quel gigante spirituale che non ha mai paura, sembra sempre gentile e sicuro di sé, così consacrato a Dio, così puro e santo. Egli ti dirà che c’è stato un momento in cui è arrivato a questa crisi, odiando questo mondo con le sue futilità, gelosie, legami. Ha talmente imparato ad odiare ciò che era diventato, da decidersi a voler cambiare. È diventato affamato, terribilmente affamato!

Non riuscirai mai a cambiare quello che sei, finché non avrai odiato ciò che hai fatto di te stesso. Non potrai volere di più dalla vita, finché non ti sentirai annoiato e disgustato da quello che hai adesso. Devi diventare tanto scontento e disgustato dalla tua esistenza attuale, da dover dire a te stesso: “Voglio di più dalla vita. Non voglio più vivere in queste futilità, debolezze, legami! Voglio essere liberato!” Devi talmente odiare la tua presente esistenza, da gridare a Dio: “Signore, trasportami nel tuo glorioso regno di potenza e vittoria! Dammi quella vita di gioia che tanti altri stano già realizzando!

Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:13).

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  1. Quando impari ad odiare ciò che sei diventato,
    cominci ad avere fame e sete di ciò che egli offre.

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E cos’è che offre il nostro Signore? Offre la morte, come mezzo per scoprire la vita.

Prenda la sua croce e mi segua …”

SE LA VIA DELLA CROCE È QUELLA CHE CI CONDUCE AD UNA VITA PIÙ GRANDE, OCCORRE CHE NOI LA COMPRENDIAMO BENE. SE L’ABBONDANZA DELLA NOSTRA VITA DIPENDE DA ESSA, SARÀ BENE CHE LA AFFERRIAMO MEGLIO.

Prima di tutto, parliamo della cattiva comprensione della croce. Sono state scritte molte cose; quasi sempre complicate. Sembra che pensiamo che la via della croce sia una sorta di sentiero stretto e pieno di obbrobrio, circondato da folle che ci rifiutano e ci beffeggiano, ci sputano addosso e ci deridono. Sentiamo di imitare il cammino di Cristo se anche noi veniamo beffati e rigettati dal peccatore. Pensiamo che il cammino della croce non sia altro che la persecuzione.

Certamente, la sua via è stretta. Per amor suo, saremo perseguitati, e dobbiamo separarci dai malvagi. Ma non è il questo significato più giusto della croce. Ci concentriamo solo sulla sofferenza di Cristo. Magnifichiamo ed ammiriamo il nostro Signore, per essere stato così mansueto verso quelli che lo maledicevano e sputavano su di lui. Parliamo del suo coraggio in quell’ora buia. Delle gocce di sangue nel suo sudore. Parliamo dei chiodi, delle spine e dell’agonia. Ma altri sono morti per la causa di Cristo, in circostanze anche più crudeli.

Se fossi potuto essere lì, nel giorno in cui Gesù veniva spinto e pungolato dalla folla verso il Golgota, avresti sentito in un sussurro il significato della croce. Avresti sentito Gesù continuare a ripetere: “La tua volontà, Padre, non la mia! Vivo e muoio solo per fare la tua volontà.” Quello, amico mio, è il significato della croce: la volontà di Dio!

Per lui e per noi, c’è una sola croce, con lo stesso significato! La tua croce non è un qualche disturbo fisico o una spina nella carne. Non è una situazione familiare difficile. Non è la malattia o l’infermità. Non è una specie di prova a lungo termine. Non è un peso di alcun genere, fisico, spirituale o di altro tipo. Sentiamo che la gente dice: “È la mia croce, devo sopportarlo.” Queste io le chiamo “croci da martire”.

La tua croce e la mia sono una sola. Sono la stessa croce che egli portò; con lo stesso significato. La croce è fare la perfetta volontà di Dio.

Gesù disse:

Rinneghi se stesso e prenda la sua croce …”

Tutto questo non ha nulla a che fare con la negazione di sé, la sofferenza o le privazioni. Il suo giogo è leggero, il suo carico è dolce. Egli pagò il prezzo. Il significato è talmente semplice, che a noi sfugge. È questo: se devi essere un mio discepolo, devi rinunciare alla tua volontà ed accettare la mia. Prendere la croce vuol dire semplicemente accettare l’assoluto volere di Dio. Significa essere completamente arresi a fare le cose col sistema di Dio.

Può la croce essere così semplice, e la sua realizzazione essere così complicata? Niente affatto! Alla croce sono richieste solo due cose:

Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” (Matteo 22:37);

Ama il tuo prossimo come te stesso” (Matteo 22:39).

Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti” (Matteo 22:40).

In altre parole, tutto ciò che mai potrò chiedervi dipenderà dal fare queste due cose!

Se l’amore assoluto per Dio è così importante, egli deve mostrarci come fare. Questo è stato il grido di tutti i veri santi:

“Veramente non so come amarlo”. Pensiamo al nostro amore per Dio come a qualcosa che facciamo per lui, come lodare ed adorare o andare nella cameretta segreta per parlare con lui. Pensiamo che amarlo significhi essere santi, gentili, testimoniando ai non credenti. No! Dio è amore, e per essere veramente Dio, deve amare.

AMARLO VUOL DIRE PERMETTERGLI DI ESSERE DIO IN NOI ED ATTRAVERSO NOI! L’amore è qualcosa che Egli fa per noi! Abbiamo paura di questo concetto, come se si trattasse di egoismo da parte nostra, ma non lo è! Lo amiamo meglio e di più quando gli permettiamo di fluire attraverso noi, FACENDO ED ESSENDO TUTTO CIÒ CHE EGLI DICE DI ESSERE.

Vedete quel cristiano in ginocchio, che piange, digiuna e prega? Vedete quelle grosse lacrime? Lo sentite supplicare Dio, perché accetti la sua lode ed adorazione? Lo sentite mentre continua a ripetere: “Signore, ti amo! Ti amo!”? È amore, quello? Non quando sono solo parole! Non quando ci si rivolge a Dio come ad un essere solitario ed intoccabile che non ha bisogno di altro che di lodi. Cosa ne pensereste se mia moglie mi venisse davanti per ammirarmi una volta al giorno, dicendo tutte quelle cose, ma continuando poi a vivere la sua vita di sempre?

Il nostro Dio ha bisogno di amare! Ha bisogno di persone che se ne approprino, per camminare nella sua potenza ed usare le sue risorse. Lasciate che vi mostri chi è colui che ama Dio con tutto sé stesso. È colui il quale con una fede semplice ed infantile si poggia sulle preziose promesse e le rende operative nella sua vita di tutti i giorni. Ignorare tutto ciò che egli ha promesso di essere e di fare per nostro mezzo non è amore. Svolgere la nostra vita frettolosamente, in solitudine, preoccupati, depressi, trascinando il nostro peso, non è amore. Amare vuol dire entrare in Dio ed usare la sua gloriosa potenza.

Conosco molte persone che credono di essere dei grandi amanti di Dio. Digiunano e pregano per mezza nottata. Rifiutano di posare lo sguardo su cose peccaminose. Negano sé stesse. Sono sincere. Studiano la Parola di Dio con diligenza. Sono compassionevoli ed oneste. Ma non riescono mai ad entrare nella vita divina di vittoria e riposo. Sono così occupate a combattere il diavolo, che hanno perso di vista il fatto che il diavolo è già stato sconfitto sulla croce.

Alcuni cristiani hanno solo una relazione “intima” con Dio. Sanno veramente come toccare Dio in preghiera. Ma non sanno come vivere Dio. Non hanno una fede di sostanza. Nessuna fiducia, in tempo di crisi.

E che dire dell’amare il prossimo come se stessi? È qui che il nostro mondo diventa piccino. Dio ci chiede di fare la sua perfetta volontà; non di accettare una legge, ma di lasciar scorrere in noi un nuovo flusso vitale. Però, noi non sappiamo neppure cosa dobbiamo veramente fare con tutte queste risorse che ci sono promesse.

Ecco la semplicità di ciò che Cristo sta cercando di affermare in noi:

Odia ciò che sei, poi vieni e scopri la mia nuova vita per te.

Rigetta il tuo vecchio stile di vita, accetta la mia perfetta volontà.

Così avrai a disposizione tutte le mie risorse, se accetti semplicemente queste cose come un dato di fatto.

Poi vai ad aiutare l’umanità perduta con quello che io ti ho dato.

La storia del buon samaritano è il modo in cui Dio ci spiega come amare il prossimo. Vi siete mai soffermati a pensare che il buon samaritano è la figura del cristiano che vive una vita abbondante? Era il solo che avesse le risorse per aiutare l’uomo sofferente, lasciato sanguinante e morente dai ladri che lo avevano derubato e battuto.

Sicuramente, il sacerdote aveva compassione. Forse pianse per quell’uomo sofferente. Ma fu costretto a passare oltre, perché era troppo povero, senza un soldo; non aveva nulla da poter usare.

Probabilmente, il levita decise di affrettare il passo per cercare qualcuno che potesse dare una mano. Avrebbe incontrato qualcuno e gli avrebbe detto: “Per favore, ad un paio di miglia sulla vostra sinistra, c’è un uomo sanguinante, vittima di rapina a mano armata. Vedete se potete fare qualcosa per lui”.

Ma il buon samaritano aveva quello che bisognava! Mentre il sacerdote ed il levita erano a piedi, egli andava a cavallo. Con sé aveva del vino, l’olio e le bende. Sapeva dov’era l’albergo più vicino. Aveva risorse!

Unguento medicamentoso. Laccio emostatico. Una cavalcatura. Un conto in banca illimitato. “Qualunque cifra spenderai, pagherò io “. Ascoltiamo il buon samaritano nella locanda: “Prenditi buona cura di lui; non badare a spese; pagherò io il conto“.

Questo è quello che Dio sta cercando di mostrarci: che abbiamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per vivere pienamente ed amare completamente. Non affrontiamo il mondo come dei poveracci spirituali, ma come figli di un Re, cavalcando splendidamente, equipaggiati per aiutare qualsiasi vicino che soffra.

Amare il tuo prossimo significa avere ciò che occorre per aiutarlo. Non ha nulla a che fare con la simpatia, con i consigli, la gentilezza, l’amicizia. Non puoi aiutare un uomo che ha fame dicendogli semplicemente quanto ti dispiaccia la sua situazione, o che digiunerai e pregherai per lui. Ma puoi essergli di aiuto, nutrendolo!

Volete veramente ubbidire al comandamento del Signore di amare il vostro prossimo come voi stessi? Allora procuratevi qualcosa da dargli. Non potete amare il vostro prossimo finché non avete ciò che occorre per aiutarlo.

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  1. Abbiamo cercato di tenere lo Spirito Santo
    prigioniero nel nostro piccolo mondo.

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Spanderò il mio Spirito sopra ogni persona” (Atti 2:17).

Abbiamo predicato dell’effusione dello Spirito Santo in maniera troppo esclusiva. Egli dice “sopra OGNI persona”; non solo sui credenti, ma anche sui non credenti. Gesù stava insieme ai peccatori. Egli li serviva. Pretendeva di essere il loro medico. Perché lo Spirito Santo non potrebbe associarsi ai peccatori? Perché non dovrebbe toccare i peccatori, così come faceva Cristo?

Lo Spirito Santo non fu dato solo a dei santi purificati e santificati. Egli fu sparso sopra il mondo intero. Non deve essere negato a nessuno. Viene a convincere di peccato. Ciò vuol dire che deve essere all’opera nella mente dei peccatori. Egli cerca di guidare i peccatori in ogni verità, per dare forza a quelli che ne hanno più bisogno.

Non fu sparso solo sui centoventi nell’alto solaio. Quel potente vento impetuoso soffiò su tutta la terra, su tutta l’umanità. Non scosse solo quella stanza: scosse tutta la terra! Tutta Israele, l’Africa, l’Europa, tutto il mondo conosciuto.

“Farò tremare tutte le nazioni …” (Aggeo 2:7).

“…la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa: Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo” (Ebrei 12:26).

Dio non pensò mai che l’effusione dello Spirito Santo dovesse diventare proprietà esclusiva dei credenti. Noi lo abbiamo messo in un angolo e lo abbiamo conservato in un piccolo vasetto puro e santo. Abbiamo vissuto e ministrato come se lo Spirito Santo avesse paura del peccato e non potesse avvicinarglisi, come se fosse venuto solo per conservare puri i santi e preservarli fino al ritorno di Cristo.

Noi che crediamo non siamo proprietari dello Spirito Santo! Non possiamo dirigerlo. Non possiamo limitarlo in alcun modo.

Il vento soffia dove vuole …” (Giovanni 3:8).

Lo Spirito Santo è il capo-evangelista di Cristo. Dovunque Cristo ci mandi, egli è già all’opera in quel luogo. Non meravigliatevi mai quando andate nei posti peggiori e più infernali di questa terra per scoprire che lo Spirito Santo è già stato sparso e che la gente è già compunta, affamata ed assetata, prima ancora che voi apriate la Bibbia.

Non c’è alcuna zona malvagia che sia immune al suo potere e alla sua presenza; né la Russia, la Cina o la Polonia, nessun luogo della terra. Egli entra nei ritrovi omosessuali. È in ogni poligono di tiro dove si consuma droga. In qualsiasi casa chiusa. Volteggia sopra ogni saletta per massaggi. Non fugge via alla vista di alcuna cosa empia o malvagia. Non è venuto per distruggere il peccato, ma per aiutare l’umanità a liberarsene.

Giunge senza invito. Irrompe nei momenti più inaspettati. Il peccatore gode del suo piacere, si pulisce la bocca assaporandone ancora il gusto; ma lo Spirito Santo si muove improvvisamente, non preannunciato, non desiderato, non aspettato. Egli non teme barriere e porte; non può essere chiuso fuori. Nessun potere all’inferno o sulla terra potrebbe arrestarlo.

Lo Spirito Santo non rimane mai scioccato dalle cose che vede. Egli sa di cosa sono capaci gli uomini. Vede omicidi, stupri, fornicazione, adulteri, ubriachezza, tossicodipendenza, ma tutte queste cose non riescono a farlo fuggire, neppure per il disgusto. Nessuno è troppo cattivo, troppo lontano o troppo difficile da essere toccato. Non teme sporcizia, oscenità o bassezza.

Egli non fu sparso semplicemente per benedire i benedetti; venne a dare la vita a quelli che erano morti nei peccati. Venne ad operare nei cristiani; venne ad operare nei peccatori! Proprio in questo momento, Egli è in azione nel cuore di persone abbandonate dalla società e dalla chiesa.

Non può essere mandato via. La sua presenza rende il peccatore incredibilmente miserevole. Anche quando egli fa a modo suo, completamente immerso nei suoi piaceri, lo Spirito Santo continua a richiamarlo a Dio, nel profondo del suo inconscio. Egli diventa l’ombra del peccatore, lo segue dovunque va. È la persecuzione del cielo; non dà pace al peccatore. Continua a punzecchiare la coscienza dell’uomo. Riporta alla mente ogni parola di verità udita in passato; è uno stimolatore di memoria.

Lo Spirito Santo è il battezzatore, ma anche di più. Se tutto ciò che egli è per me è solo un’esperienza estatica, se è solo riposo, se controlla solo la mia lingua, se mi rende soltanto felice, mi sfugge lo scopo reale della sua venuta. Egli è venuto per riconciliare il mondo intero a Cristo. È venuto per condurre ogni discepolo alla totale pienezza di vita in Cristo. È venuto per rivelarci le risorse illimitate che sono a nostra disposizione. Egli ci mostra il Padre, la sua potenza e la sua guida.

Ora dobbiamo predicare che egli è dappertutto ed opera in ognuno. Non ha riguardo di persona. Non risponde solo agli affamati; viene a quelli che non hanno mai neppure invocato il nome di Dio.

“…Sono stato trovato da quelli che prima non mi cercavano …” (Isaia 65:1).

Lo Spirito Santo è l’autentico soffio di Dio, che alita sul collo dei peccatori. Non giunge al peccatore per condannare, sgridare o fare la morale; viene per convincere. Lo Spirito Santo può essere ugualmente presente in un bar come in una chiesa. Forse lo Spirito Santo è più all’opera in un covo di peccatori che in una scuola biblica. Perché? Perché dove abbonda il peccato, la grazia di Dio sovrabbonda.

Un peccatore può essere convinto dallo Spirito Santo in un locale per omosessuali, in un cinema a luci rosse, in un poligono di tiro o in una chiesa. Egli si trova proprio dove sono sempre i peccatori. Non ha pause. Non dorme mai. Quando essi si svegliano, egli è ancora lì, che aspetta pazientemente che non ce la facciano più, affinché lo possano raggiungere per essere guariti.

Lo Spirito Santo si introdurrà nei sogni dei peccatori; darà loro delle visioni. Non dovete pensare che tutti i sogni e le visioni siano dati ai cristiani. Probabilmente, i peccatori ne hanno più di chiunque altri.

Essi sogneranno dei sogni, ed avranno delle visioni …”

Egli manipolerà i loro sogni, imprimendo messaggi nel subconscio. Alcuni sogni sono reali e ricorrenti. La visione è come una chiamata soprannaturale all’altare.

Lo Spirito mostra loro come potrebbero essere, che vita potrebbero avere, se la dessero a Cristo. Nelle loro menti continuano a mostrarsi immagini che non vogliono andar via, visioni di ciò che la vita potrebbe e dovrebbe essere per loro.

I vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno …”

Non dice che questi profeti sono dei ministri ben addestrati o cristiani di grande esperienza che hanno familiarità con le cose profonde di Dio. Qualsiasi figlio o figlia profetizzerà.

Questo spiega bene la missione dello Spirito Santo sulla terra: venire sulle persone e trasformarle in profeti. Profeta è colui che racconta una storia soprannaturale, perché ha fatto un’esperienza soprannaturale. Lo Spirito Santo sta facendo quest’opera miracolosa in tutto il mondo, proprio ora. Sta guarendo degli omosessuali e li sta trasformando in profeti di Cristo. I tossicodipendenti profetizzano del loro miracolo di guarigione. Prostitute, alcolisti e persone di strada stanno venendo fuori dalla schiavitù di Satana per volgersi a Cristo, e profetizzano. Che storie di miracoli! Egli sta trasformando i peccatori in profeti!

I profeti del Vecchio Testamento non sperimentarono i miracoli che questi nuovi profeti stanno vivendo. Isaia, Geremia, Ezechiele e Gioele parlarono tutti dei miracoli di liberazione che dovevano venire, ma non li realizzarono. Mentre questi nuovi profeti parlano di come Cristo il Signore li abbia resi liberi, essi devono sedere ed ascoltare umilmente.

Se vuoi muoverti con lo Spirito, devi allargare il tuo piccolo mondo. Togli tutti i limiti. Muoviti nel miracoloso e segui la tua libertà, ora!

David Wilkerson
1981

 

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