FINO A DOVE TI SPINGERESTI?”

FINO A DOVE TI SPINGERESTI?”

Daniele 3:7-30

7 Non appena quindi tutti i popoli ebbero udito il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro e d’ogni sorta di strumenti, tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue si prostrarono e adorarono la statua d’oro, che il re Nebucadnetsar aveva eretta. 8 Allora, in quello stesso momento, alcuni uomini caldei si fecero avanti, e accusarono i Giudei; 9 e, rivolgendosi al re Nebucadnetsar, gli dissero: ‘O re, possa tu vivere in perpetuo! 10 Tu, o re, hai emanato un decreto, per il quale chiunque ha udito il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro, della zampogna e d’ogni sorta di strumenti deve prostrarsi per adorare la statua d’oro; 11 e chiunque non si prostra e non adora, dev’esser gettato in mezzo a una fornace di fuoco ardente. 12 Or vi sono degli uomini giudei, che tu hai preposti agli affari della provincia di Babilonia: Shadrac, Meshac e Abed-nego; cotesti uomini, o re, non ti tengono in alcun conto; non servono i tuoi dèi, e non adorano la statua d’oro che tu hai eretta’. 13 Allora Nebucadnetsar, irritato e furioso, ordinò che gli fossero menati Shadrac, Meshac e Abed-nego; e quegli uomini furon menati in presenza del re. 14 Nebucadnetsar, rivolgendosi a loro, disse: ‘Shadrac, Meshac, Abed-nego, lo fate deliberatamente di non servire i miei dèi e di non adorare la statua d’oro che io ho eretto? 15 Ora, se non appena udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro, della zampogna e d’ogni sorta di strumenti, siete pronti a prostrarvi per adorare la statua che io ho fatto, bene; ma se non l’adorate, sarete immantinente gettati in mezzo a una fornace di fuoco ardente; e qual è quel dio che vi libererà dalle mie mani?’ 16 Shadrac, Meshac e Abed-nego risposero al re, dicendo: ‘O Nebucadnetsar, noi non abbiam bisogno di darti risposta su questo.

17 Ecco, il nostro Dio che noi serviamo, è potente da liberarci, e ci libererà dalla fornace del fuoco ardente, e dalla tua mano, o re. 18 SE NO, SAPPI O RE, CHE NOI NON SERVIREMO I TUOI DÈI E NON ADOREREMO LA STATUA D’ORO CHE TU HAI ERETTO’. 19 Allora Nebucadnetsar fu ripieno di furore, e l’aspetto del suo viso fu mutato verso Shadrac, Meshac e Abed-nego. Egli riprese la parola, e ordinò che si accendesse la fornace sette volte più di quello che s’era pensato di fare; 20 poi comandò ad alcuni uomini de’ più vigorosi del suo esercito di legare Shadrac, Meshac e Abed-nego, e di gettarli nella fornace del fuoco ardente. 21 Allora questi tre uomini furon legati con le loro tuniche, le loro sopravvesti, i loro mantelli e tutti i loro vestiti, e furon gettati in mezzo alla fornace del fuoco ardente. 22 E siccome l’ordine del re era perentorio e la fornace era straordinariamente riscaldata, la fiamma del fuoco uccise gli uomini che vi avevano gettato dentro Shadrac, Meshac e Abed-nego. 23 E quei tre uomini, Shadrac, Meshac e Abed-nego, caddero legati in mezzo alla fornace del fuoco ardente. 24 Allora il re Nebucadnetsar fu spaventato, si levò in gran fretta, e prese a dire ai suoi consiglieri: ‘Non abbiam noi gettato in mezzo al fuoco tre uomini legati?’ Quelli risposero e dissero al re: ‘Certo o re!’ 25 Ed egli riprese a dire: ‘ECCO, IO VEDO QUATTRO UOMINI, SCIOLTI, CHE CAMMINANO IN MEZZO AL FUOCO, SENZ’AVER SOFFERTO DANNO ALCUNO; e l’aspetto del quarto è come quello d’un figlio degli dèi’. 26 Poi Nebucadnetsar s’avvicinò alla bocca della fornace del fuoco ardente, e prese a dire: ‘Shadrac, Meshac, Abed-nego, servi dell’Iddio altissimo, uscite, venite!’ E Shadrac, Meshac e Abed-nego uscirono di mezzo al fuoco. 27 E i satrapi, i prefetti, i governatori e i consiglieri del re, essendosi adunati, guardarono quegli uomini, e videro che il fuoco non aveva avuto alcun potere sul loro corpo, che i capelli del loro capo non erano stati arsi, che le loro tuniche non erano alterate, E CH’ESSI NON AVEVANO ODOR DI FUOCO.

28 E Nebucadnetsar prese a dire: ‘Benedetto sia l’Iddio di Shadrac, di Meshac e di Abed-nego, IL QUALE HA MANDATO IL SUO ANGELO, E HA LIBERATO I SUOI SERVI, CHE HANNO CONFIDATO IN LUI, hanno trasgredito l’ordine del re, e hanno esposto i loro corpi, per non servire e non adorare altro dio che il loro! 29 Perciò, io faccio questo decreto: che chiunque, a qualsiasi popolo, nazione o lingua appartenga, dirà male dell’Iddio di Shadrac, Meshac e Abed-nego, sia fatto a pezzi, e la sua casa sia ridotta in un immondezzaio; perché non v’è alcun altro dio che possa salvare a questo modo’. 30 Allora il re fece prosperare Shadrac, Meshac e Abed-nego nella provincia di Babilonia.

Fino a dove ti spingeresti?

Questa è una domanda a cui si trova risposta solo nel momento in cui le situazioni ce lo chiedono.

Di certo una cosa sappiamo con certezza assoluta: il modo migliore per poter rispondere alle situazioni difficili è lo stare DAVVERO VICINI AL MAESTRO.

Ma proprio la vicinanza al Maestro innesca qualcosa.

Matteo 10:18-20

18 e sarete condotti davanti a governatori e re PER CAUSA MIA, PER SERVIRE DI TESTIMONIANZA davanti a loro e ai pagani. 19 Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come parlerete o di quello che dovrete dire; perché in quel momento stesso vi sarà dato ciò che dovrete dire. 20 Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Una cosa il cristiano spesso dimentica che la vicinanza al Maestro scatena una profonda guerra.

Essa è necessaria, costruttiva ed edificante.

Romani 5:3,4

sapendo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, 4 e l’esperienza (dal greco superamento della prova), speranza.

Anche se sembra strano; se ciò non accade nelle nostre vite deve far scattare qualche preoccupazione.

Qui abbiamo tre uomini, che nella loro vita hanno messo al primo posto LA LORO RELAZIONE CON DIO.

Questa è la più grande “dichiarazione di guerra”, ma anche la più grande arma che fa tremare il diavolo.

Spesso si dice che l’arma più efficace contro il diavolo sia la preghiera, ma non può esserci vera preghiera efficace se non vi è una vera relazione con Dio.

Come abbiamo detto Shadrac, Meshac, Abed-nego avevano posto nella loro vita questo “elemento primario” e questo fa scaturire una offensiva nei loro confronti.

 

PRIMA MOSSA DELLA PROVA: Preparazione

v.8 Allora, IN QUELLO STESSO MOMENTO, alcuni uomini caldei si fecero avanti, e accusarono i Giudei

Vorrei porre l’attenzione sul “IN QUELLO STESSO MOMENTO”, non c’è concessa distrazione nel nostro cammino di figli di Dio, perché il nostro nemico non se ne concede nemmeno una.

Lc 21:36 Vegliate dunque, pregando in ogni tempo, affinché siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per accadere, e di comparire dinanzi al Figliuol dell’uomo.

1P 5:8 Siate sobrî, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno a guisa di leon ruggente cercando chi possa divorare.

Noi spesso invece abbiamo una “VITA DISTRATTA”.

Viviamo facendoci distrarre da molte cose, dimenticandoci che una delle armi del diavolo è proprio questa.

SECONDA MOSSA DELLA PROVA:

attacco alle fondamenta.

 

V.15 QUEL DIO CHE VI LIBERERÀ DALLE MIE MANI?

La nostra fede: ecco cosa viene chiesto quando siamo nella prova, e proprio nell’ambito della fede che si muove il primo attacco.

La cosa che viene messa in dubbio per prima: dov’è Dio?

Quando si va in guerra una delle tecniche più usate è quella di far credere sé stessi più forti del proprio nemico, anche se questo non è vero, ma tale tecnica serve a demoralizzare e quando questo avviene anche se si è più forti spesso si cede.

Shadrac, Meshac, Abed-nego non si sono fatti distrarre e ancor meno demoralizzare, loro sapevano in chi avevano creduto.

Se qualcosa o qualcuno ti sta dicendo chi ti può salvare da? O dove è il tuo Dio?

Fermati e ricorda a te stesso:

Nella nostra lotta MAI DOBBIAMO permettere a nessuna circostanza di farci distogliere lo sguardo e NON POSSIAMO permettere che uno spirito di scoraggiamento trovi spazio nel nostro cuore e nella nostra mente.

Davanti a tale tentativo, loro non si fanno trovare impreparati, non danno la possibilità a quelle parole di minarela loro fede.

NON DOBBIAMO FARCI TROVARE MAI IMPREPARATI.

Shadrac, Meshac e Abed-nego risposero:

Gv 17:21 che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.

Loro erano uno con Dio la Sua Parola ci dice che RISPOSERO.

Quando sta alla presenza di Dio, il Suo popolo, i Suoi figli vivono e parlano allo stesso modo.

Qui c’è l’espressione della vera unione, loro sono tre, ma se leggiamo attentamente la Sua Parola sono UNO.

  1. 16 ‘O Nebucadnetsar, noi non abbiam bisogno di darti risposta su questo

Qui ci sono due insegnamenti importantissimi:

  1. Loro si rivolgono a Nebucadnetsar senza il suo titolo (solo la C.E.I. traduce cosi “Re, noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito”). Loro in quel momento stanno dichiarando in modo chiaro che Nebucadnetsar è solo un uomo, è loro hanno posto e riconosco Dio come il RE della loro vita.
  2. Non c’è bisogno di darti risposta, non discuto con te che hai come unico scopo quello di provare a distogliere la mia attenzione da Dio e minare la mia fede in Lui.
  3. Non saranno le parole che parleranno, ma sarà la loro vita.

Quanto spesso invece noi dialoghiamo con i nostri problemi, gli lasciamo spazio nella nostra mente di lavorare; facendo questo abbiamo permesso al diavolo di distrarci e indebolire la nostra fede.

Proprio perché loro non si fanno distrare continuano e fanno una proclamazione DI VITTORIA, DI FORZA, dichiarando senza incertezza:

17 Ecco, il nostro Dio che noi serviamo, è potente da liberarci, e ci libererà dalla fornace del fuoco ardente, e dalla tua mano, o re. 18 SE NO, SAPPI O RE, CHE NOI NON SERVIREMO I TUOI DÈI E NON ADOREREMO LA STATUA D’ORO CHE TU HAI ERETTO’.

Il v. 18 che conosciamo tutti bene e sul quale non ci soffermiamo troppo, dichiara che la loro vita non solo è nelle mani di Dio, MA GLI APPARTIENE e che Egli è libero di farne quello che vuole.

E qualunque cosa Dio decida È GIUSTA.

QUESTO È IL RISULTATO DI UNA VERA VITA CHE È STATA DEPOSTA NELLE MANI DI DIO.

Ora che dichiaro, ora che il tuo tentativo è fallito ti dico che sei un “re” piccolo, che davanti al mio Dio non hai alcun potere, neppure quello di pormi ansia e paura.

Dobbiamo ricordarci che “Romani 8:31 Che diremo dunque a queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

Shadrac, Meshac, Abed-nego sapevano questo.

Ma come lo sapevano?

Non di certo per averlo letto, non per sentito dire, ma questa realtà era RADICATA NEL LORO CUORE, e come ultimamente ripetiamo, dobbiamo smettere di essere grandi conoscitori ma dobbiamo sperimentare, realizzare, IMPARARE AD ASCOLTARE LA SUA PAROLA.

La Sua Parola ci descrive perfettamente la reazione di Nebucadnetsar.

Lui aveva messo in campo tutte le sue tecniche e strategie di terrore e di demoralizzazione, MA DAVANTI A SÉ HA QUALCOSA CHE SICURAMENTE NON HA MAI VISTO, È LUI ORA CHE È SPIAZZATO, CONFUSO.

Davanti alla nostra fermezza in Dio il diavolo e i problemi restano spiazzati e confusi, perché mentre cercano di colpire la parte umana di noi, i Suoi figli rispondono con LA LORO NATURA SPIRITUALE ; lo abbiamo imparato dal nostro MAESTRO quando venne tentato nel deserto.

La natura umana di Shadrac, Meshac, Abed-nego avrebbe certamente paura, ma la Sua Parola descrive in modo chiaro quale sia il loro stato d’animo: essi sono tranquilli; questo è possibile in funzione del rapporto reale con Dio (vedi i nostri fratelli perseguitati).

Ora davanti a tanta fermezza e fede la prova non svanisce, il lieto fine che ci si aspetterebbe è che Nebucadnetsar si lasci commuovere e annulli la sentenza ma ciò non avviene.

Anzi vediamo che la prova si intensifica:

FORNACE SETTE VOLTE PIÙ FORTE non bastano al versetto 21 leggiamo:

questi tre uomini furono legati con le loro tuniche, le loro sopravvesti, i loro mantelli e tutti i loro vestiti

La Sua Parola ci dice che furono gettati con:

  • Tuniche
  • Sopravvesti
  • Mantelli
  • E tutti i loro vestiti

In sintesi “dovete prendere fuoco per forza…”

Fino all’ultimo la prova, la difficoltà, il combattimento tenta di toglierci la fede e di farci distogliere lo sguardo, ma questo non è avvenuto nei tre uomini, e non deve avvenire nelle nostre vite.

 

La fermezza fa manifestare l’Onnipotenza di Dio:

‘ECCO, IO VEDO QUATTRO UOMINI, SCIOLTI, CHE CAMMINANO IN MEZZO AL FUOCO, SENZ’AVER SOFFERTO DANNO ALCUNO

Ora Dio ha detto basta, ora è Lui che si manifesta:

  • Non sono soli, con loro c’è il MAESTRO che non lascia e non abbandona mai. (Salmo 37:28 Poiché l’Eterno ama la giustizia

E NON ABBANDONA I SUOI SANTI;

ESSI SON CONSERVATI IN PERPETUO;

ma la progenie degli empi sarà sterminata.)

  • Sono stati buttati nella fornace legati, ma Dio ha sciolto ogni legame.
  • Camminano sul fuoco, quel fuoco che li doveva divorare, è da loro calpestato. (Isaia 43:2 Quando passerai per delle acque, io sarò teco; quando traverserai de’ fiumi, non ti sommergeranno; QUANDO CAMMINERAI NEL FUOCO, NON NE SARAI ARSO, E LA FIAMMA NON TI CONSUMERÀ.)

 

FINO A DOVE SIAMO DISPOSTI A SPINGERCI NELLA NOSTRA FEDE CON LUI?

LASCIAMO CHE SIA DAVVERO LUI IL CENTRO DELLA NOSTRA ESISTENZA, SIA LO SCOPO DELLA NOSTRA VITA.

Ecco cosa accade quando noi viviamo per Lui e non per noi, ecco cosa accade quando la nostra vita e non le nostre parole ha al centro SOLO DIO.

 

Nasce una TESTIMONIANZA VIVENTE che genera dinamite che demolisce ogni pensiero:

 

2 Corinzi 10:5 poiché distruggiamo i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro alla conoscenza di Dio, e facciamo prigione ogni pensiero traendolo all’ubbidienza di Cristo;

 

videro che il fuoco non aveva avuto alcun potere sul loro corpo, che i capelli del loro capo non erano stati arsi, che le loro tuniche non erano alterate, E CH’ESSI NON AVEVANO ODOR DI FUOCO.

28 E Nebucadnetsar prese a dire: ‘Benedetto sia l’Iddio di Shadrac, di Meshac e di Abed-nego, IL QUALE HA MANDATO IL SUO ANGELO, E HA LIBERATO I SUOI SERVI, CHE HANNO CONFIDATO IN LUI, hanno trasgredito l’ordine del re, e hanno esposto i loro corpi, per non servire e non adorare altro dio che il loro!

 

LASCIAMO CHE SIA DAVVERO LUI IL CENTRO DELLA NOSTRA ESISTENZA, SIA LO SCOPO DELLA NOSTRA VITA.

 

Cari in Cristo:

 

  • Viviamo per Lui
  • Non distogliamo il nostro sguardo da Lui
  • Siamo sempre vigili e pronti.
  • Non discutiamo con la prova.
  • Dichiariamo fede in Lui qualunque cosa possa accadere.

 

FINO A DOVE SIAMO DISPOSTI A SPINGERCI NELLA NOSTRA FEDE CON LUI?

 

A questa domanda vogliamo rispondere:

il nostro Dio che noi serviamo, è potente da liberarci, e ci libererà dalla fornace del fuoco ardente, e se così non fosse noi continuiamo a restare fedeli a Lui.

 

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