PERDONO: DONO PER NOI STESSI E PER GLI ALTRI

PERDONO: DONO PER NOI STESSI E PER GLI ALTRI

Matteo 6:14-15

Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

Il significato del Perdono

Perdonare significa principalmente liberarsi da un pesolasciar andare qualcosa che ci impedisce di muoverci consapevolmente nella realizzazione di noi stessi e vivere pienamente con serenità, anziché stare nella distruzione e nel rammarico. Occorre sfatare un luogo comune legato al Perdono: perdonare non significa subire senza reagire; non significa nemmeno amare i propri nemici e negare il diritto di difenderci da chi ci usa, ci manipola o ci ferisce. Perdonare significa intraprendere un cammino che ci renda liberi da rabbia, risentimento e rancore, accettare e lasciar andare il passato, riprendendo in mano le redini e la responsabilità della nostra esistenza.

 Occorre liberarsi dai veleni che hanno questi nomi:

  1. Rabbia-Intesa come stato psichico suscitato da tanti elementi di provocazione, ma spesso la causa della rabbia risiede all’interno di noi stessi e la proiettiamo in maniera esplosiva su fattori esterni, persone o episodi che non avrebbero il potere di causarci dolore, se non fossimo noi ad attribuirlo.
  2. Risentimento/rancore:

 Un fuoco che cova sotto la cenere, un misto tra rabbia e desiderio di rivalsa che spesso è la conseguenza di un torto subito, che può essere anche lontano nel tempo, ma che ancora non siamo riusciti ad accettare né a relegare definitivamente nel passato.

  • Rifiuto

 Incapacità di accettare quello che è accaduto e andare oltre. Ci rifiutiamo di prendere atto che il passato oramai non è modificabile, che anche da un evento doloroso e sgradevole si può imparare qualcosa, e che possiamo agire e vivere solo nel momento presente.

 Il rifiuto e la mancata accettazione ci tengono ancorati al passato.

 Ecco perché il perdono è un bel viaggio verso la libertà, che si concretizza con la capacità di realizzare alcune azioni:

  • Prendersi la responsabilità totale della propria vita con la guida dello Spirito Santo.
  • Scegliere il coraggio di vivere la propria vita ascoltando solo la Parola del nostro Signore Gesù che ci libera dalla paura e del giudizio altrui. Perdonare anche noi stessi

Spesso la rabbia che proviamo verso altri, la facilità con cui ci lasciamo ferire da comportamenti che magari non hanno nemmeno valenza aggressiva, dipende da una mancata accettazione di noi stessi, da un giudizio colpevolizzante che ci fa sentire inadeguati,da errori che ci attribuiamo e che percepiamo come “macchie indelebili”. È importante lasciare ogni forma di giudizio ed imparare ad amarsi profondamente.E quando qualcuno ci fa male occorre perdonare quella parte di noi che ha permesso che accadesse. Restare nella sofferenza è una tua scelta. Lasciarla è una possibilità reale, che è data a tutti gli esseri umani: di qualsiasi tipo di sofferenza si tratti.  Perdonare non significa cancellare.

Se riuscissimo a cancellare tutti gli errori e le sofferenze del passato cancelleremmo anche la saggezza e la consapevolezza che possediamo oggi

Perdonare è ricordare a noi stessi che la nostra capacità di liberarci dalla sofferenza è illimitata. Non è giustificare ma prendere atto di una situazione che non possiamo modificare, accettarla ed entrare in una condizione di consapevolezza,di gratitudine e di pace.

 Il ricordo forse rimarrà ancora, ma sarà privato e svuotato del contenuto che causa sofferenza, diventando così una possibilità di crescita e di apprendimento.

 Come ottenere il Dono del Perdono.

Solo lasciando agire lo Spirito Santo nei nostri cuori, potremo vedere le cose cambiate. Termino questo breve articolo con le parole di un personaggio che in tema di Perdono è stato capace di grandi insegnamenti: Nelson Mandela eroe della lotta all’Apartheid (discriminazione razziale) in Sudafrica,che una volta divenuto presidente istituì degli speciali Tribunali del Perdono,convinto che la semplice punizione dei colpevoli delle atrocità dell’apartheid non sarebbe stata sufficiente a far andare avanti il paese.

Seguendola cultura matriarcale che permeava il Sud Africa, fu data più importanza alla consolazione della vittima piuttosto che alla vendetta. Questo permise di modificare lo stato mentale di chi aveva sofferto e di riscattare almeno in parte l’ingiustizia subita. Mediante la condivisione collettiva del dolore e riconoscendo la comprensione e il perdono come mezzi per dare sollievo a chi per lunghi anni aveva subito ingiustizie fu dato loro il potere di poter cambiare la storia e i sentimenti. 

 Con amore sincero, pastore Michele Strazzeri

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