GESÙ SI COMPIACE DELLA NOSTRA FIDUCIA

GESÙ SI COMPIACE DELLA NOSTRA FIDUCIA

Il nostro Signore ha un grande problema di comunicazione con coloro che affermano di amarlo tanto. Entriamo nelle sue porte con ringraziamento e nei suoi cortili con lode. Lo lodiamo con gli strumenti, con il canto, con le mani alzate, con le lacrime e gridando osanna, ma è solo una comunicazione a senso unico.

Ci precipitiamo alla sua presenza nella stanza segreta per lodarlo e fargli delle richieste per poi scappare di nuovo fuori. Quante volte è stato pronto e ansioso di aprire a noi il suo cuore e parlarci, ma nessuno era più lì.

Subito dopo la sua risurrezione, Gesù apparve a due discepoli sulla via di Emmaus. Erano addolorati per la morte del Signore e per via di quel grande dolore non riconobbero il loro Messia.

Mentre ragionavano tra loro, Gesù cercava di parlare perché aveva così tanto da condividere con loro. Alla fine non riuscì più a trattenersi: “E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano” (Luca 24:27).

Non ci sarebbe stata un’altra esperienza migliore per quei discepoli! Avevano ascoltato la sua voce e se ne andarono dicendo: “Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentre egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?»” (24:32).

Quei due uomini condivisero una grande gioia, ma che dire della gioia di Gesù? Fu soddisfatta perché impiegò alcune ore solo a parlare! Nel suo corpo glorificato, sperimentò la sua prima comunione a due vie; il suo cuore solo fu toccato e il suo bisogno venne soddisfatto.

Pensiamo che Gesù provi abbastanza piacere in ciò che facciamo per lui, ma c’è molto di più.

Il nostro Signore risponde alla nostra fede; parla al Padre di noi; si compiace della nostra fiducia, e gli fa piacere darci riposo e pace.

Sono convinto che il suo più grande bisogno sia quello di avere una comunicazione personale con coloro che ha lasciato qui sulla terra.

Quando sarai solo con il Signore e gli darai il tuo cuore, ASSICURATI DI AVERE ANCHE IL TEMPO DI ASCOLTARLO.

David Wilkerson

 

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