INSEGNACI COSA DOBBIAMO FARE

INSEGNACI COSA DOBBIAMO FARE

Giudici 13:8-13

8 Allora Manoah SUPPLICÒ l’Eterno, e disse: ‘O Signore, ti prego che l’uomo di Dio mandato da te torni di nuovo a noi E C’INSEGNI QUELLO CHE DOBBIAM FARE per il bambino che nascerà’. 9 E DIO ESAUDÌ LA PREGHIERA DI MANOAH; e l’angelo di Dio tornò ancora dalla donna, che stava sedendo nel campo; ma Manoah, suo marito, non era con lei. 10 La donna corse in fretta a informar suo marito del fatto, e gli disse: ‘Ecco, quell’uomo che venne da me l’altro giorno, m’è apparito’. 11 Manoah s’alzò, andò dietro a sua moglie, e giunto a quell’uomo, gli disse: ‘Sei tu che parlasti a questa donna?’ E quegli rispose: ‘Son io’. 12 E Manoah: ‘Quando la tua parola si sarà verificata, qual norma s’avrà da seguire per il bambino? e che si dovrà fare per lui?’ 13 L’angelo dell’Eterno rispose a Manoah: ‘SI ASTENGA LA DONNA DA TUTTO QUELLO CHE LE HO DETTO.

Quando riceviamo una bella notizia il nostro cuore gioisce.

Quando riceviamo una rivelazione da parte di Dio per la nostra vita noi gioiamo, specialmente se è la risposta ad una nostra richiesta.

Ma spesso, molto spesso ci fermiamo lì e questo non è quello che Dio si aspetta.

Abbiamo letto un passo dove Dio stesso si presenta e dà una notizia che di certo fa gioire la vita di questa famiglia.

Ma a loro non basta, lì non c’è solo la risposta alle loro preghiere, non c’è solo la risposta alla sofferenza del loro cuore, lì c’è molto di più: c’è un disegno particolare di Dio.

E quando Manoah viene a conoscenza di quanto “l’Angelo dell’Eterno” ha detto a sua moglie, la Sua Parola non ci dice nulla se egli ha gioito, se i suoi occhi erano colmi di lacrime, ma una cosa ce la dice ed anche in modo forte e incisivo:

EGLI SUPPLICÒ L’ETERNO

Aveva bisogno di più della sola risposta alle loro preghiere, aveva bisogno che la loro vita restasse nelle mani di Dio; loro sapevano che Dio non era solo colui che poteva esaudire la loro preghiera, ma doveva essere il centro e la guida della loro vita.

C’INSEGNI QUELLO CHE DOBBIAM FARE

La preghiera di Manoah che sale a Dio non è neppure un ringraziamento, ma la supplica di ricevere INSEGNAMENTO per cosa fare.

Quando Dio risponde alle nostre preghiere, quando Dio ci chiama ad un Suo piano non è il traguardo ma l’inizio di qualcosa di nuovo che ci porta ad una nuova esperienza e a un più profondo ed intimo rapporto con Dio.

Stavano per diventare genitori: milioni di persone fino a quel momento lo erano già diventati, come anche oggi si dice ogni giorno si cerca di imparare a esserlo, ma non era così per Manoah lui non voleva imparare da sé stesso, non voleva “improvvisarsi”; lui voleva la guida e l’insegnamento di Dio.

Manoah e sua moglie non solo stavano ricevendo la gioia di un figlio, ma anche l’onore che questo figlio, Dio lo aveva scelto per un Suo piano ben specifico.

Ecco cosa significa dipendere da Dio, ecco cosa significa desiderare e stare al centro della volontà di Dio.

Spesso, invece quello che Dio ci dà lo gestiamo sempre da noi stessi.

Per ogni cristiano c’è un piano, un disegno, da parte di Dio, e dal momento che noi davvero abbiamo arreso la nostra vita, ci sono piani a cui Dio ci chiama, ma troppo spesso poi gestiamo tutto da noi.

METTIAMO TUTTO NOI STESSI

Quante volte abbiamo o ci siamo sentiti dire questa frase?

NOI NON DOBBIAMO METTERE NOI STESSI, noi dobbiamo solo avere un “cuore e una mente convertita” questo ci porta a mettere Dio nel posto che Lui vuole e che gli spetta e questo passa attraverso la supplica.

DIO ESAUDÌ LA PREGHIERA DI MANOAH

E Dio quando vede una supplica del cuore che desidera DIPENDERE DA LUI, non può non ascoltare ed esaudire.

Dio ha visto il cuore di Manoah il quale

  • non si è preso AVIDAMENTE la riposta della sua richiesta.
  • Non si preso quanto Dio gli ha concesso gestendolo sa sè.
  • Dio ha visto che il suo primo pensiero non è stato di festeggiare ma di SUPPLICARE PER ESSERE DA DIO GUIDATO.

 Il Salmo 23 è tra le espressioni più chiare che Dio ci dà per farci capire che è Lui la nostra vita solo con la Sua TOTALE guida riceve le Sue promesse e le Sue benedizioni.

1 L’ETERNO È IL MIO PASTORE, nulla mi mancherà.

2 EGLI mi fa giacere in verdeggianti paschi,

MI GUIDA lungo le acque chete.

3 EGLI mi ristora l’anima,

MI CONDUCE per sentieri di giustizia,

per amor del suo nome.

4 Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte,

io non temerei male alcuno, PERCHÉ TU SEI MECO;

IL TUO BASTONE E LA TUA VERGA son quelli che mi consolano.

5 TU APPARECCHI davanti a me la mensa

al cospetto dei miei nemici;

TU UNGI IL MIO CAPO CON OLIO; la mia coppa trabocca.

6 Certo, beni e benignità m’accompagneranno

tutti i giorni della mia vita;

ed io abiterò nella casa dell’Eterno per lunghi giorni.

E CHE SI DOVRÀ FARE PER LUI

C’è una profonda scrupolosità in Manoah, nulla per lui deve restare al caso, nulla deve stare alla sua iniziativa, tutto deve passare attraverso Dio.

Qui c’è un altro immenso insegnamento sin dal momento che l’Angelo dell’Eterno si presenta a sua moglie Lui cita la Scrittura (Numeri 6:2) e risponde ancora una volta citandola.

Dio ti porta sempre lì.

Dio ha sempre parlato attraverso la Sua Parola anche quando essa giorno dopo giorno veniva data fino al Suo completamento (Apocalisse).

La rivelazione inizia con la Scrittura vv. 3,4 e si completa con la Scrittura v.14.

Lasciamo che Dio regni davvero nelle nostre vite, la cosa più complessa per l’uomo è quella che Lui cresca e che noi diminuiamo.

Pietro nella rivelazione che Gesù è il figlio di Dio:

Matteo 16:14-17

E voi, chi dite ch’io sia? 15 Simon Pietro, rispondendo, disse: 16 Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente. 17 E Gesù, replicando, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, PERCHÉ NON LA CARNE E IL SANGUE T’HANNO RIVELATO QUESTO, MA IL PADRE MIO CHE È NE’ CIELI.

Non dai noi, non dalla nostra umanità, dai nostri pensieri può venire rivelazione, da noi non possiamo vedere la Sua gloria ma da Dio.

E quando Pietro si è gestito da solo accade come sempre quando ci gestiamo da noi stessi:

Matteo 16:23

Ma Gesù, rivoltosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo. TU NON HAI IL SENSO DELLE COSE DI DIO, MA DELLE COSE DEGLI UOMINI.

È la nostra vita che attesta da chi dipendiamo, con le parole spesso inganniamo più noi stessi che gli altri.

Lasciamo che davvero la nostra vita dipenda da Dio, lasciamo morire noi stessi e i nostri pensieri, i nostri desideri (spesso mascherati da desideri spirituali) e allora e solo allora non sarà più nostra la vita ma Sua e solo allora Dio, compiacendoci, manifesterà la Sua gloria, che sarà contemplata da ogni occhio.

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