LE MOTIVAZIONI PER IL SERVIZIO

LE MOTIVAZIONI PER IL SERVIZIO

(1 TIMOTEO 1:3-11)

La minaccia dei falsi dottori

Versetto [3] Ti ripeto l’esortazione che ti feci quando andavo in Macedonia, di rimanere ad Efeso per ordinare a certuni che non insegnino dottrina diversa [4] né si occupino di favole e di genealogie senza fine, le quali producono questioni, anziché promuovere la dispensazione di Dio, che è in fede. [5] Ma il fine di quest’incarico è l’amore procedente da un cuor puro, da una buona coscienza e da fede non finta; [6] dalle quali cose certuni avendo deviato, si sono rivolti a un vano parlare, [7] volendo esser dottori della legge, quantunque non intendano quello che dicono, né quello che danno per certo.

La vera funzione della legge

[8] Or noi sappiamo che la legge è buona, se uno l’usa legittimamente, [9] riconoscendo che la legge è fatta non per il giusto, ma per gl’iniqui e i ribelli, per gli empî e i peccatori, per gli scellerati e gl’irreligiosi, per i percuotitori di padre e madre, [10] per gli omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i ladri d’uomini, per i bugiardi, per gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina, [11] secondo l’evangelo della gloria del beato Iddio, che m’è stato affidato. È tragicamente possibile servire il Signore con motivazioni sbagliate: per mettersi in vista, perché qualcun altro lo sta facendo, perché qualcun altro ci spinge a farlo, per denaro, per evitare qualche altro tipo di lavoro, ecc.

Dobbiamo evitare di concepire il servizio per il Signore solo in termini di parole, come se l’importante fosse fare sempre prevalere il proprio punto di vista.

L’opera di Dio è “per fede” (v.4), non parole (1 Corinzi 2:1-5; 4:20; 1 Tessalonicesi 1:5; Romani 14:17).

Alla base del servizio per il Signore ci deve essere l’amore, cioè, al centro devono esserci gli altri, il loro bene e non il servitore e quello che ne possa ricavare.

La parola tradotta “amore” ha diverse sfumature: “cura per, stima di, fedeltà verso, dilettarsi in, occuparsi di” ecc.

Il tema dell’amore nel servizio è sviluppato in 1 Corinzi 13. Per Paolo, solo questa era la motivazione valida, perché siamo “costretti” dall’amore di Cristo (2 Corinzi 5:14).

 Il migliore esempio è quello di Gesù (Giovanni 13:1).

Quest’amore non viene spontaneamente all’uomo, ma nasce da alcune scelte che deve compiere:

  1. Un cuore puro.

 Questo significa non avere secondi fini (Matteo 5:8; Salmo 24:3-5). Dobbiamo pregare perché il nostro cuore sia puro (Salmo 51:10).

  1. Una buona coscienza.

Dobbiamo essere consapevoli, non incoscienti. Senza di questo, si rischia di naufragare (v.19).

 Per Paolo, mantenere una buona coscienza era un impegno continuo (Atti 24:16).

Dobbiamo condurci onestamente in ogni cosa (Ebrei 13:18).c.

Una fede sincera. Questo significa letteralmente “non ipocrita” (2 Timoteo 1:5). È una fede che non cerca di farsi vedere.

Il vero amore necessario per il servizio viene dall’UBBIDIENZA ALLA VERITÀ (1 Pietro 1:22).

Il Signore ci guidi sempre più mediante il Suo Spirito, nel vivere le vere motivazioni che ci spingono al servizio del Re dei re.

Con amore sincero, pastore Michele Strazzeri.

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