RISPLENDERE DI LUI NELLA PROVA
(Parte 4-10)
Atti 6:8-25
8 Or Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva gran prodigi e segni fra il popolo. 9 Ma alcuni della sinagoga detta dei Liberti, e de’ Cirenei, e degli Alessandrini, e di quei di Cilicia e d’Asia, si levarono a disputare con Stefano; 10 e non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. 11 Allora subornarono (istigarono) degli uomini, che dissero: Noi l’abbiamo udito dir parole di bestemmia contro Mosè e contro Dio. 12 E commossero (agitarono) il popolo e gli anziani e gli scribi; e venutigli addosso, lo afferrarono e lo menarono al Sinedrio; 13 e presentarono dei falsi testimoni, che dicevano: Quest’uomo non cessa di proferir parole contro il luogo santo e contro la legge. 14 Infatti gli abbiamo udito dire che quel Nazareno, Gesù, distruggerà questo luogo e muterà gli usi che Mosè ci ha tramandati. 15 E tutti coloro che sedevano nel Sinedrio, avendo fissati in lui gli occhi, videro la sua faccia simile alla faccia d’un angelo.
È sempre un grande onore essere usati da Dio, vedere la Sua gloria manifestarsi attraverso di noi; ci sentiamo più vicini a Lui, sentiamo la Sua presenza intimamente legata alla nostra vita.
Stefano sta avendo l’onore di servirlo e di avere, attraverso la sua vita, la manifestazione più tangibile che un uomo ricerca da sempre: v.8 faceva gran prodigi e segni fra il popolo.
Ma a breve a Stefano sarebbe stato chiesto un onore ancora più grande: testimoniare nella prova, nel centro della battaglia a cui la sua vita sarà portata.
La parola prova di suo è un termine che porta agitazione e, per i cristiani che hanno fatto una reale esperienza, è espressione di momenti difficili e di battaglie.
Ma come abbiamo detto in altre circostanze, la “prova” è parte integrante del cammino e della “missione” di ogni credente.
Oggi vogliamo riflettere su un aspetto: come vivere la prova.
Prima di arrivare all’aspetto che approfondiremo vediamo di osservare cosa ci dice la Sua Parola nel brano che abbiamo letto.
Come è stato già accennato il brano citato inizia con l’affermare che chi stava venendo a contatto con Stefano, non sta incontrando solo un uomo che raccontava, ma che attestava con segni quanto lui testimoniava.
1Ts 1:5 Poiché il nostro Evangelo non vi è stato annunziato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione; e infatti voi sapete quel che siamo stati fra voi per amor vostro.
2 Corinzi 2:4 e la mia parola e la mia predicazione non hanno consistito in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza.
Che reazione ha chi ascolta e vede Stefano?
Davanti alla manifestazione di Dio ci dovremmo aspettare che i cuori si pieghino, che si arrendano all’amore di Dio…. Ma la Sua Parola ci dice qualcosa di diverso.
Al v.9 disputano con lui e anche lì v.10 la Sua Parola ci dice che non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava.
Molti induriscono il cuore, intensificano il loro combattimento nei confronti di Stefano arrivando a dichiarare il falso.
Afferrano Stefano (possiamo dire che lo sequestrano) e lo portano davanti al Sinedrio.
E qui come avvenne per il Maestro (Matteo 26:59-61), i loro cuori che non comprendono le promesse della legge, non riescono a comprendere che davanti ai loro occhi si stanno adempiendo le promesse di Dio.
Ora arriviamo al centro del nostro messaggio; abbiamo visto Stefano, un cristiano, un figlio di Dio, un uomo rinato e trasformato, che sta lì, la Parola di Dio ci dice cosa c’è nel suo cuore, ci descrive i sentimenti sta provando verso coloro che gli hanno mosso guerra, che lo hanno sequestrato, che gli attribuiscono affermazioni false, e che non comprendono quanto scritto nella legge.
Lui è lì che “subisce” l’aggressione di molti, apparentemente solo, ma spiritualmente Dio è accanto a lui.
In un attimo tutti quelli che sono nel Sinedrio volgono il loro sguardo su Stefano, e lì si eleva una testimonianza gloriosa, lì Dio manifesta, nella debolezza fisica, la Sua gloria, attesta come Stefano non è solo: “videro la sua faccia simile alla faccia d’un angelo”.