INDIA: 13 CRISTIANI ANCORA IN CARCERE DOPO UN CONVEGNO CRISTIANO INTERROTTO DAGLI ESTREMISTI INDÙ
NELLA FOTO: Bandiere del BJP
Un convegno cristiano di tre giorni, organizzato da credenti tribali locali a Udaipur, nello stato indiano del Rajasthan, si è concluso con l’arresto di 13 cristiani dopo che gruppi estremisti indù hanno accusato gli organizzatori di conversioni religiose illegali.
A oltre due mesi dai fatti, i due pastori e gli altri 11 credenti arrestati si trovano ancora in carcere, mentre le loro famiglie affrontano intimidazioni, difficoltà economiche e una battaglia legale dall’esito incerto.
Il 5 giugno 2026, ultimo giorno dell’evento che aveva riunito circa 200 credenti per momenti di culto, comunione e preghiera, gruppi legati all’ideologia Hindutva hanno fatto irruzione nell’incontro.
Gli estremisti hanno filmato l’evento e diffuso i video sui social media, accusando gli organizzatori di convertire al cristianesimo con la forza le persone appartenenti alle comunità tribali.
Secondo fonti locali, questi convegni vengono organizzati dalle comunità cristiane tribali ogni due o tre anni e rappresentano tradizionalmente occasioni di incontro, adorazione comunitaria e incoraggiamento spirituale.
In seguito all’interruzione dell’evento, la polizia ha aperto un procedimento contro 13 cristiani, accusandoli di aver offerto incentivi per la conversione religiosa, aver insultato le credenze indù e aver forzato alla conversione al cristianesimo.
Fonti locali riferiscono che le pressioni politiche avrebbero influenzato le autorità, portando all’arresto di tutti gli imputati.
Le autorità hanno inoltre interrogato e intimidito i familiari degli arrestati.
La maggior parte delle famiglie coinvolte appartiene a comunità povere e socialmente emarginate.
I 13 cristiani restano in carcere mentre il procedimento giudiziario è ancora in corso e il tribunale non ha fino a questo momento emesso una sentenza definitiva.
Nel 2025 il governo del Rajasthan ha approvato il Rajasthan Prohibition of Unlawful Conversion of Religion Bill, una legge che ha introdotto norme più severe in materia di conversioni religiose.
“Sono passati due mesi dall’imprigionamento dei 13 credenti e il caso è ancora aperto”, afferma Suraj Thakur*, partner locale di Porte Aperte. “Dopo l’entrata in vigore della legge anti-conversione e dopo questi arresti, la comunità cristiana vive nella paura. Molte chiese domestiche hanno sospeso gli incontri. Le attività cristiane sono sotto sorveglianza e perfino alcuni centri cristiani esitano a concedere i propri locali per eventi religiosi”.
Thakur aggiunge che rappresentanti locali del Bharatiya Janata Party (BJP) e gruppi estremisti Hindutva alimentano l’ostilità nei confronti dei cristiani attraverso discorsi di odio, creando tensioni nei villaggi. “I cristiani vengono spesso accusati di ricevere fondi dall’estero e di forzare alla conversione le persone attraverso incentivi materiali”.
I partner locali di Porte Aperte stanno organizzando seminari di preparazione alla persecuzione per aiutare i cristiani del Rajasthan a rimanere saldi nella fede e ad affrontare queste difficili circostanze.
Nonostante il monitoraggio costante e le forti restrizioni, continuano a sostenere i perseguitati attraverso la loro presenza sul territorio e con aiuti pratici destinati alle famiglie colpite.
*pseudonimo

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In molti paesi le autorità incarcerano i cristiani per spingere loro e le loro famiglie ad abbandonare la fede.
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