ADOLESCENTE IMPRIGIONATA IN UN MATRIMONIO FORZATO SCOPPIA IN LACRIME DOPO LA SENTENZA DEL GIUDICE

ADOLESCENTE IMPRIGIONATA IN UN MATRIMONIO FORZATO SCOPPIA IN LACRIME DOPO LA SENTENZA DEL GIUDICE

Un’adolescente cristiana pakistana è scoppiata a piangere dopo aver sentito le dichiarazioni di un giudice che ritiene valido il suo matrimonio forzato e la conversione all’Islam.

Maira Shahbaz è stata rapita e minacciata con una pistola ad aprile da un anziano musulmano, Mohamad Nakash, e poi costretta a sposarlo.

Più tardi, a luglio, un imam locale ha emesso un’ingiunzione che invalidava il matrimonio e alla fine Maira è stata autorizzata a vivere in un centro di accoglienza per donne fino a quando il caso sul suo rapimento e il suo matrimonio non fosse stato risolto in tribunale. 

Secondo un rapporto Breitbart, quando la famiglia di Maira ha denunciato il suo rapimento, Nakash ha fornito alle autorità un “certificato di matrimonio” datato sei mesi prima del suo rapimento e inoltre ha dichiarato che la ragazza aveva 19 anni; il giudice si è pronunciato a favore di Nakash.

Se la sua sentenza non viene annullata, la ragazza sarà legalmente obbligata a lasciare il rifugio e tornare da suo marito come schiava.

Purtroppo, il caso di Maira non è raro in Pakistan.

Un’altra adolescente cristiana pakistana è stata rapita, costretta a convertirsi all’Islam e a sposare uno dei suoi rapitori l’anno scorso; ora è incinta e confinata in una stanza, secondo quanto afferma l’avvocato della famiglia. 

Tabassum Yousaf, un avvocato che rappresenta i genitori della quindicenne Huma Younus, ha dichiarato all’ente benefico Aid to the Church in Need (ACN), che si occupa della chiesa perseguitata, che Huma ha recentemente parlato con i suoi genitori per telefono, informandoli che è rimasta incinta dopo ripetute violenze sessuali. 

Lo scorso febbraio, l’alta corte pakistana ha persino emesso una sentenza basata sulla legge islamica della “sharia” secondo la quale gli uomini in Pakistan possono sposare ragazze minorenni purché abbiano avuto il loro primo ciclo mestruale.

La sentenza è arrivata durante l’ultima udienza in tribunale sul caso di rapimento di Huma. 

A quel tempo, International Christian Concern (ICC), un gruppo cristiano di sorveglianza sulla persecuzione, riferì che la sentenza era in diretta opposizione al Sindh Child Marriage Restraint Act che vieta il matrimonio al di sotto dei 18 anni. 

I critici ritengono che il Sindh Act sia stato approvato solo per far credere al mondo esterno che il Pakistan si stia muovendo nella giusta direzione per proteggere i diritti dei bambini, ma all’interno del paese, giovani ragazze cristiane e indù sono ancora costrette a “sposarsi” a uomini musulmani.

Tratto da: 1.cbn.com
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