DIO CI CHIEDE VI POSSO AMARE

DIO CI CHIEDE VI POSSO AMARE

(2 Parte)

 

Apocalisse 3:14-22

Lettera alla chiesa di Laodicea

14 E all’angelo della chiesa di Laodicea scrivi: Queste cose dice l’Amen, il testimone fedele e verace, il principio della creazione di Dio: 15 Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh fossi tu pur freddo o fervente! 16 Così, perché sei tiepido, e non sei né freddo, né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca. 17 Poiché tu dici: Io son ricco, e mi sono arricchito, e non ho bisogno di nulla, e non sai che tu sei infelice fra tutti, e miserabile e povero e cieco e nudo, 18 io ti consiglio di comprare da me dell’oro affinato col fuoco, affinché tu arricchisca; e delle vesti bianche, affinché tu ti vesta e non apparisca la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungertene gli occhi, affinché tu veda. 19 Tutti quelli che amo, io li riprendo e li castigo; abbi dunque zelo e ravvediti. 20 Ecco, io sto alla porta e picchio: se uno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli meco. 21 A chi vince io darò di seder meco sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi son posto a sedere col Padre mio sul suo trono. 22 Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.

 

Noi siamo spesso più quelli che Dio ci descrive al v. 17 Poiché tu dici:

Noi abbiamo la malsana abitudine di essere giudici di noi stessi, siamo molto buoni con noi stessi, siamo molto tolleranti, comprensivi, e diciamoci la verità ci giustifichiamo anche bene.

Dimentichiamo molto spesso cosa invece Dio ci dice:

Proverbi 3:5 Confidati nell’Eterno con tutto il cuore, E NON T’APPOGGIARE SUL TUO DISCERNIMENTO.

Isaia 1:3 Il bue conosce il suo possessore, e l’asino la greppia del suo padrone; ma ISRAELE NON HA CONOSCENZA, IL MIO POPOLO NON HA DISCERNIMENTO.

Ma Dio afferma qualcosa di diverso v. 15 Io conosco le tue opere, e qui non possiamo farci nulla per quanto noi possiamo argomentare, Dio conosce ogni nostro pensiero, perfino i nostri respiri.

Dio desidera un vero, profondo e radicato amore che Gli permetta di entrare e cenare con noi, desidera questa relazione così intima e profonda, perché solo così Lui può riversare le Sue benedizioni su di noi, solo così Lui si può davvero prendersi cura delle nostre vite, perché solo Lui sa davvero cosa è buono per noi mentre noi per quanto non ci piace ammetterlo, non siamo in condizioni di comprenderlo.

Abbiamo un esempio grande e chiaro con Adamo ed Eva:

Genesi 3:4-6

4 E il serpente disse alla donna: ‘NO, NON MORRETE AFFATTO; 5 ma Iddio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri s’apriranno, e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male. 6 E LA DONNA VIDE CHE IL FRUTTO DELL’ALBERO ERA BUONO A MANGIARSI, CH’ERA BELLO A VEDERE, E CHE L’ALBERO ERA DESIDERABILE per diventare intelligente; PRESE DEL FRUTTO, NE MANGIÒ, E NE DETTE ANCHE AL SUO MARITO ch’era con lei, ed egli ne mangiò.

Noi siamo soggetti alle passioni della nostra carne e il diavolo ne è cosciente, ma non dimentichiamo che Gesù è stato tentato allo stesso modo.

Ricordiamoci che nel passo che stiamo leggendo Dio sta parlando a una chiesa non a uomini e donne che non hanno Lo hanno conosciuto.

Dio sta lanciando un ALLARME, ATTESTAZIONE DEL SUO AMORE:

15 Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh fossi tu pur freddo o fervente! 16 Così, perché sei tiepido, e non sei né freddo, né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca.

Ci sta dicendo che ci siamo fatti corrompere dalle passioni della nostra carnalità la quale ci hanno posto in una condizione di spiritualità che ci fa essere TIEPIDI: non siamo freddi come coloro che non hanno conosciuto la VERITÀ ma non siamo nemmeno ferventi come coloro che vivono nella profonda relazione e dipendenza da Dio.

Il problema è che siamo noi a farci l’auto analisi e ci diamo una falsa assoluzione, pensando “Io son ricco, e mi sono arricchito, e non ho bisogno di nulla”, e NON SAI CHE TU SEI INFELICE FRA TUTTI, E MISERABILE E POVERO E CIECO E NUDO.

Perdiamo la vera consapevolezza di quello che veramente siamo.

Ma abbiamo detto che Dio ci ama e come ha fatto sempre, ancora oggi, ci è concesso del tempo: Egli ci chiama e ci dice di tornare a Lui, indicandoci anche come fare:

18 io ti consiglio di comprare da me dell’oro affinato col fuoco, affinché tu arricchisca; e delle vesti bianche, affinché tu ti vesta e non apparisca la vergogna della tua nudità; e del COLLIRIO PER UNGERTENE GLI OCCHI, AFFINCHÉ TU VEDA.

Qui ci dice qualcosa di particolare usando il termine comprare, è strano visto che in Cristo abbiamo per grazia, ma qui il termine comprare indica qualcosa che ci costa, costa alla nostra natura umana, alla nostra carnalità con tutte le sue passioni.

E abbiamo bisogno del SUO COLLIRIO per vedere la realtà sia nostra che di quello che ci circonda.

Senza il Suo collirio saremo sempre ingannati dal peccato, sedotti dai pensieri di un mondo senza una vera conoscenza di Dio.

21 A chi vince io darò di seder con me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi son posto a sedere col Padre mio sul suo trono.

E qui si vede ancora l’amore e la ricerca che ha Dio per noi, Egli come abbiamo detto ci vuole con Lui e vuole elargirci le Sue benedizioni.

Ma come possiamo vincere?

1G 5:4 Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la NOSTRA FEDE.

Dobbiamo fidarci di Lui: come? Vivendo come Lui vuole.

22 Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.

APRIREMO DAVVERO LE NOSTRE ORECCHIE ALLA SUA PAROLA e piegheremo davvero il nostro cuore al Sui invito?

 

(1 Parte)

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