PORTE APERTE “ASIA CENTRALE: PUNITI DALLA PROPRIA FAMIGLIA”

PORTE APERTE “ASIA CENTRALE: PUNITI DALLA PROPRIA FAMIGLIA”

NELLA FOTO: Un pastore e le sue pecore al pascolo in Asia Centrale

 

“Hai accettato il Dio straniero!”, urlavano furiosamente i suoi familiari dopo il suo battesimo. La scelta di Khan* di seguire Gesù è costata a lui e a sua moglie Aselya* la rabbia della famiglia e la perdita di tutto il loro bestiame.

“Sono venuto a dividere… e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua”, dice Gesù nel Vangelo di Matteo 10:34-36.

Khan e Aselya stanno sperimentando sulla loro pelle il senso di queste parole. Il primo a venire a conoscenza della conversione di Khan è stato suo figlio Sukhob* e la sua reazione è stata inaspettata: “Hai tradito la tua fede d’origine! Hai accettato il Dio straniero! Non sei più mio padre!”, gli ha gridato.

Il giorno seguente, lo scorso 12 settembre, Sukhob ha riunito zii e cugini e ha detto loro: “Mio padre ha tradito l’islam e ha cercato di costringermi a seguire Gesù!”.

In preda alla rabbia, l’intera famiglia ha raggiunto la casa di Khan e Aselya. Khan aveva osato accettare Gesù, farsi battezzare e parlare al figlio della sua fede: questo era inaccettabile!

Una volta arrivati sul posto i familiari hanno iniziato a colpire tutto ciò che si trovavano davanti: il fienile è stato dato alle fiamme e le pecore, i polli, le anatre, i conigli e i cani sono stati uccisi. Poi si sono rivolti ad Aselya: “È colpa tua! Sei tu la prima cristiana della famiglia!”, e hanno ordinato a lei e a al marito di non farsi più vedere.

Alcune fonti locali ci hanno riferito che Khan si trova attualmente ancora in ospedale a causa di fratture multiple e di una commozione cerebrale.

Il giorno del matrimonio con Aselya, Khan non era ancora cristiano. Le conseguenze della sua conversione a Gesù, vissuta come una vergogna dagli altri componenti della famiglia, stanno mettendo a repentaglio la loro salute fisica, emotiva ed economica. Prega per questa coppia.

In Asia Centrale sono i cristiani ex musulmani a sopportare il peso maggiore della persecuzione, sia per mano del governo sia da parte delle famiglie d’origine, degli amici e della comunità locale. Non è raro che le chiese subiscano raid della polizia, minacce, arresti e multe. Porte Aperte/Open Doors si impegna nella regione per fornire soccorso immediato a coloro che vengono allontanati dalle famiglie, privati dei mezzi di sussistenza e del lavoro e imprigionati a causa della fede in Cristo.

*pseudonimi

 

Porte Aperte Italia

 


Provvedi conforto e aiuto pratico

per mezzo di una squadra di volontari di risposta rapida.

 

 

Nei contesti di persecuzione un cristiano può trovarsi solo di fronte a una folla che lo aggredisce, gli brucia la casa e, nella migliore delle ipotesi, lo allontana forzatamente dal villaggio. Accade anche che, in caso catastrofi naturali come inondazioni e terremoti i cristiani, a motivo della loro fede, rimangano isolati o subiscano discriminazioni nella distribuzione degli aiuti.

Le nostre squadre di volontari rispondono rapidamente, soccorrendo fratelli e sorelle in simili circostanze. Sono parte della nostra famiglia di fede, non lasciamoli soli!

Con un dono di 70 euro puoi equipaggiare una squadra di volontari di risposta rapida per portare conforto e supporto pratico ai perseguitati.

 

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