AFRICA ORIENTALE: ABED NONOSTANTE IL BULLISMO CONTINUA A PERSEVERARE NELLA SUA SCELTA

AFRICA ORIENTALE: ABED NONOSTANTE IL BULLISMO CONTINUA A PERSEVERARE NELLA SUA SCELTA

NELLA FOTO: famiglia cristiana dell’Africa orientale

Abed, 19 anni, vive attualmente sulla costa dell’Africa orientale, una regione in cui l’islam è la religione maggioritaria e i cristiani locali sono sottoposti a forti pressioni.

Da quando si è trasferito insieme alla madre cristiana, al patrigno e al fratellastro, Abed deve affrontare numerose difficoltà a causa della fede sua e della sua famiglia.

“La mia vita, dopo il battesimo e prima del trasferimento, andava bene. Avevo molti amici e, nel gruppo di giovani che frequentavo, ci incoraggiavamo a vicenda con telefonate e inviandoci ogni giorno passi della Bibbia. Poi ci siamo trasferiti in questo Paese a maggioranza islamica”, racconta Abed. “Qui ho pochissimi amici e ci sono molte persone a scuola a cui non piaccio perché sono diverso da loro”. 

La maggior parte dei suoi compagni di classe e dei suoi insegnanti è musulmana.

Da quando si è trasferito nella nuova casa Abed è oggetto di derisioni e atti di bullismo a motivo della sua fede cristiana. Le pressioni e le discriminazioni che subisce sono frequenti.

“Uno dei miei insegnanti mi prende sempre in giro e a volte non mi permette nemmeno di entrare in classe quando c’è lui a fare lezione”, spiega Abed. “Mi deride dicendomi che sto ‘nuotando senza un oceano’. Poi, con rabbia, mi dice: ‘Dimenticati tutto ciò che ti rende cristiano. Ora sei in un Paese musulmano. Noi siamo musulmani. Allontanati da tutto ciò che in te appare cristiano. Adesso devi cambiare perché ti trovi in un Paese musulmano’. In quell’occasione mi ha detto di recitare la Shahada (professione di fede islamica), ma io ho rifiutato. Allora mi ha ordinato di uscire dalla sua classe e di non tornare più”.

Questi episodi avvengono spesso davanti agli altri studenti.

“Quanto successo mi ha fatto molto male, perché mi ha umiliato e messo in imbarazzo davanti a tutti i miei compagni di classe”.

Nonostante le pressioni quotidiane, Abed non intende arrendersi. Sebbene si senta ferito, umiliato, respinto e faccia fatica a costruire amicizie a causa della sua fede, continua a credere che Dio sia sempre al suo fianco, come afferma Gesù in Matteo 28:20.

“A volte ciò che mi accade è difficile da sopportare, mi fa soffrire. Ma questo passo biblico mi incoraggia. Me ne rendo conto. Anche quando è difficile, so che Dio non ci abbandona e rimane al nostro fianco. Andiamo avanti confidando in Lui di fronte a tutte queste sfide e scegliendo di restargli fedeli”.

Chiediamo di pregare per Abed e per i tanti giovani cristiani che come lui affrontano bullismo e discriminazioni a causa della propria fede.


Porte Aperte Italia

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