GUADAGNO O PERDITA

GUADAGNO O PERDITA

John Williams, apprendista commesso, ed alcuni compagni, hanno deciso di trascorrere la serata in un locale notturno.

John aspetta sul marciapiede i suoi amici che non arrivano. Fa freddo e la notte è già scesa.

La pazienza non è il suo forte, e John sente a poco a poco l’ira salire in lui. Una vicina che si sta recando ad una riunione di evangelizzazione lo riconosce e l’invita ad andare con lei.

Il giovane non ne ha proprio voglia, ma, bruscamente, decide di seguirla per vendicarsi dei suoi compagni.

Con l’aria accigliata si lascia cadere all’estremità di una panca e non ascolta niente di quello che dice il predicatore. Eppure, alcune parole finiscono con l’attirare l’attenzione di questo futuro commerciante: guadagno, perdita, guadagnare, perdere. “Ecco qualcosa che mi interessa, dice tra sé John. Questo pastore ha senso pratico. Ascoltiamolo”.

Il testo scelto è il seguente: “Che gioverà egli a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua?” (Matteo 16:26).

Improvvisamente le scaglie cadono dai suoi occhi.

Quella sera i miei occhi furono aperti”, dirà John più tardi, raccontando la sua conversione.

Da quel momento la sua vita cambia completamente.

I suoi amici lo deridono; lui li lascia senza rimpianti.

All’età di vent’anni si imbarca per le isole del Pacifico.

Per mezzo suo centinaia di indigeni hanno conosciuto la grazia di Dio, hanno abbandonato i loro crudeli costumi per dare a Gesù Cristo il primo posto nella loro vita.

 

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