NON VOLERE ASCOLTARE LA VOCE DI DIO

NON VOLERE ASCOLTARE LA VOCE DI DIO

Matteo 11:16-19 

16 Ma a chi paragonerò questa generazione? È simile ai bambini seduti nelle piazze che gridano ai loro compagni e dicono: 17 “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; abbiamo cantato dei lamenti e non avete pianto”. 18 Difatti è venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “Ha un demonio!” 19 È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco un mangione e un beone, un amico dei pubblicani e dei peccatori!” Ma la sapienza è stata giustificata dalle sue opere».

I tempi in cui il nostro Maestro era su questa terra non sono molto diversi da quelli in cui viviamo oggi, e la Sua chiesa si sta comportando in maniera molto simile al popolo israelita.

Nei versi che abbiamo letto Gesù, attraverso una parabola racconta che dei ragazzi chiamano i loro compagni, usando un simbolismo particolare, in quanto era comune nel popolo ebraico usare la musica e gli strumenti sia in momenti di festa, che in momenti di dolore.

E questo quello che oggi la Sua Chiesa sta vivendo.

Stiamo vedendo come Dio, in molti modi e con diversi strumenti, parla al Suo popolo, ma esso rimane nella stessa posizione in cui si trova.

Dio parla con la Sua Parola, attraverso i suoi ministri, con espressioni carismatiche, e in questa profonda e meravigliosa divina pazienza, il Suo popolo resta semplicemente spettatore.

Difatti per quanto Egli sia venuto a noi in modi diversi, noi restiamo impassibili alla Sua voce.

E come possiamo vedere, non siamo molto diversi da quanto abbiamo letto.

Troviamo sempre qualcosa per cui la Sua Parola non debba realizzarsi in noi, così come in quei tempi chi ascoltava trovava “motivazioni” per criticare a propria giustificazione in quanto non ascoltavano né Giovanni (il battista) né Gesù.

Quante volte abbiamo letto di Israele come un popolo dal collo duro? Questa espressione infatti la troviamo in

Deuteronomio 9:13

L’Eterno mi parlò ancora, dicendo: ‘Io l’ho visto questo popolo; ecco, esso è un popolo di collo duro

Ed ancora in

Geremia 7:26

ma essi non m’hanno ascoltato, non hanno prestato orecchio; hanno fatto il collo duro; si son condotti peggio de’ loro padri.

Ed ancora nel discorso di Stefano troviamo:

Atti 7:51

Gente di collo duro e incirconcisa di cuore e d’orecchi, voi contrastate sempre allo Spirito Santo; come fecero i padri vostri; così fate anche voi.

Dio tuttora ci esorta, mostra il Suo amore, il Suo amore divino, incomprensibile alla mente umana, quell’amore che ancora oggi non ci rigetta, ma ci invita a una reale conversione del cuore, e lo fa attraverso la Sua Parola infatti troviamo in:

Ebrei 3:15

mentre ci viene detto: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori, come nel giorno della ribellione».

Cari abbiamo il bisogno vitale per la nostra anima di lasciare che Dio viva in noi, e se non lasciamo operare la Sua Parola vivente, ci stiamo solo illudendo di avere un rapporto con Lui.

1 Pietro 1:23

poiché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, mediante la parola di Dio vivente e permanente.

Dio ci chiama a porre attenzione alla Sua Parola, e ci chiede di far fluire in noi il Suo amore.

Dio ci chiama a un Cristianesimo operante, di azione che si muove in noi, che fa scorrere la sua realtà in noi attraverso la potenza del suo Spirito.

Nella preghiera che Egli ci lascia, troviamo una richiesta di azione, di vita, di un movimento spirituale.

Matteo 6:9 (estratto solo alcuni punti)

  • VENGA il tuo regno; SIA FATTA la tua volontà, come in cielo, anche in terra
  • rimettici i nostri debiti come anche NOI LI ABBIAMO RIMESSI ai nostri debitori

Venga: in questa affermazione c’è l’azione di una volontà di chi si arrende e si dà interamente a qualcuno di più grande, di più forte.

Sia fatta, non cercate di fare, ma l’azione categorica di eseguire.

Noi li abbiamo rimessi, nel chiedere a Dio il perdono dei nostri peccati, c’è un’azione precedente e cioè l’aver prima perdonato chi ci ha fatto un torto.

Per tanto nel nostro presentarci alla Sua presenza, Egli ha stabilito che ci preceda un’azione vivente dello spirito di perdonare.

Solo dove Dio dimora veramente c’è perdono, il cuore dell’uomo infatti nella sua natura umana non ha in sé una reale capacità di perdono, al massimo ha la capacità di sorvolare a delle situazioni, ma serbando nel proprio cuore quanto è accaduto e, come spesso accade, alla prima occasione tutto ritorna fuori.

Ecco a cosa Dio ci chiama: ad un ASCOLTO VIVENTE della Sua voce, ad agire come Egli vuole, testimoniando di come Egli opera in noi, contrastando con la nostra vita i disegni del nemico.

Le armi che Dio ha dato alla Sua chiesa, non possono attivarsi se non viviamo secondo la Sua Parola, agire diversamente crea solo un’illusione con quale prima o poi dovremo fare i conti e potrebbe essere troppo tardi quando volessimo porvi rimedio.

Voglio concludere pregando il nostro Signore affinché ogni cuore possa, da questo momento, prendere con sé stesso e con Dio, la reale decisone di non voler più contristare il Suo Spirito, ma che ci sia un desiderio nuovo e reale di ascoltare e sperimentare la Sua voce nella propria vita, per poter realizzare la profonda ed immensa realtà di Dio e quanto in Essa è racchiuso di infinita meraviglia.

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