VIETNAM: PASTORE ARRESTATO PER AVER PARLATO DI LIBERTÀ RELIGIOSA

VIETNAM: PASTORE ARRESTATO PER AVER PARLATO DI LIBERTÀ RELIGIOSA

NELLA FOTO: Pastore B’Khun all’ufficio di polizia

Lo scorso ottobre la comunità cristiana del Vietnam è stata scossa dall’arresto del pastore B’Khun*, leader di una piccola chiesa domestica nella regione degli Altipiani Centrali.

Dopo anni di minacce e interrogatori, le autorità locali lo hanno accusato di attività anti-governative per aver parlato di libertà religiosa durante le sue predicazioni.

Il pastore B’Khun, 58 anni, marito e padre di cinque figli, dal 2019 guida una chiesa che si riunisce in casa per celebrare le funzioni. Negli ultimi anni è stato ripetutamente convocato in commissariato e spinto a interrompere le sue attività pastorali.

Nel giugno 2024 la polizia aveva già fatto irruzione nella sua abitazione, senza presentare alcun mandato. Gli agenti avevano circondato la sua casa, confiscato il telefono e sequestrato diversi beni di famiglia.

Non era la prima volta che subiva simili intimidazioni: da tempo le autorità avevano pubblicamente denunciato lui e altri leader cristiani, avvertendoli che avrebbero dovuto rinunciare alla loro fede per restare nel villaggio.

Il mio desiderio e quello dei membri della chiesa è solo quello di adorare Dio in libertà”, aveva detto B’Khun a un altro pastore locale, Nhan*, partner di Porte Aperte.

“Non vogliamo entrare in conflitto con le autorità. Abbiamo imparato qualcosa sui diritti che ci spettano, e questo non piace ai funzionari. Vogliono che ci uniamo alle chiese registrate per controllarci meglio, ma la nostra visione e missione sono diverse”.

Dopo il raid, la sua famiglia e la chiesa sono state poste sotto stretta sorveglianza.

I credenti sono stati costretti a interrompere gli incontri e spinti a unirsi alle chiese controllate dallo Stato. “Vogliono ridurre al silenzio la nostra fede, ma il pastore B’Khun continua a guidarci in silenzio. La sua fede ci dà forza”, ha raccontato un membro della sua congregazione.

L’8 ottobre 2025 le autorità provinciali hanno annunciato ufficialmente il suo arresto, accusandolo di propaganda e di attività illegali.

Secondo il Codice penale del Vietnam – articolo 116, comma 1 –  B’Khun rischia una condanna da sette a quindici anni di carcere.

Fonti locali segnalano che altri credenti sono stati imprigionati o persino uccisi per la loro fede, mentre le reti di chiese domestiche sono state isolate e poste sotto controllo.

“È difficile avere notizie sulla sua comunità in questo momento, perché le autorità monitorano tutto con grande rigore. Chiunque cerchi di contattare i membri della chiesa rischia conseguenze gravi”, ha spiegato Nhan.

Il Vietnam occupa la posizione 44 nella World Watch List 2025.

Chiediamo di pregare per il pastore B’Khun, per la sua famiglia e per i credenti degli Altipiani Centrali, affinché possano resistere e testimoniare la loro fede anche nel mezzo della persecuzione.

*pseudonimo


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