ZACCHEO. ANCH’IO SONO FIGLIO DI ABRAMO

ZACCHEO. ANCH’IO SONO FIGLIO DI ABRAMO

Luca 19: 1-10

Entrato nella città di Gerico, la stava attraversando. Or un uomo di nome Zaccheo, che era capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi fosse Gesù, ma non ci riusciva; c’era infatti molta gente ed egli era troppo piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, si arrampicò sopra un sicomoro, perché Gesù doveva passare di là. Gesù, quando arrivò in quel punto, alzò gli occhi e gli disse: «Zaccheo, scendi in fretta, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese subito e lo accolse con gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Signore, io do ai poveri la metà dei miei beni e se ho rubato a qualcuno gli restituisco il quadruplo». Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo. Infatti il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

«Nulla è impossibile a Dio» (Luca 1:37)

L’episodio dell’incontro di Gesù con Zaccheo, che ora vogliamo vedere è raccontato solo dal Vangelo di Luca. Potremmo dire che è quasi un vangelo nel vangelo, una sintesi di tutta la buona notizia che Luca vuole trasmetterci.

L’episodio è preceduto dalla guarigione di un cieco, racconto che può essere messo in parallelo con quello di Zaccheo.

Avvicinandosi a Gerico, Gesù guarisce il povero mendicante cieco dalla cecità fisica.

Attraversando Gerico, Gesù guarisce il ricco peccatore pubblicano Zaccheo dalla cecità del cuore. In entrambi i casi avviene una trasformazione profonda, anzi, potremmo dire, una trasformazione impossibile.

D’altronde pochi versetti prima, nel capitolo diciottesimo del Vangelo, Luca ci aveva parlato proprio di questa impossibilità in riferimento all’incontro di Gesù con un ricco notabile (quello che l’evangelista Matteo chiama il giovane ricco: Matteo 19:16-22).

Dopo che l’uomo ha rifiutato la proposta di Gesù di seguirlo e se ne è andato via triste, Gesù dice ai suoi discepoli: «Come è difficile per coloro che sono ricchi entrare nel regno di Dio. E più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, piuttosto che un ricco entri nel regno di Dio». Quelli che ascoltavano dissero: «Allora chi potrà essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio» (Luca 18:24-27).

Quasi a illustrazione di questa impossibilità degli uomini che non è però impossibilità per Dio, Luca ci racconta l’episodio di Zaccheo.

Perché Zaccheo è un bel simbolo dell’impossibilità degli uomini di salvarsi da soli e della possibilità di Dio di salvare tutti suoi figli.

Non dimentichiamolo mai, Egli è l’Iddio dell’impossibile.

Con amore sincero, vostro in Lui, pastore Michele Strazzeri.

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