BEIRUT: LA CHIESA SI STRINGA IN PREGHIERA!

BEIRUT: LA CHIESA SI STRINGA IN PREGHIERA!

NELLA FOTO: Beirut dopo l’esplosione – ©AgenSIR

“Vi supplico: pregate per Beirut, i dispersi e i feriti, in generale il popolo libanese e in particolare la Chiesa là!”, è l’appello dei contatti locali di Porte Aperte.

I contatti locali di Porte Aperte sono sconvolti, alcuni cercano di capire se hanno amici o parenti tra i tanti dispersi. La città è al collasso, inclusi gli ospedali: come si guarirà da questa ulteriore ferita?

Il Libano è un ponte strategico per soccorrere i cristiani rifugiati (in particolare dalla Siria). In questi anni col vostro aiuto, Porte Aperte ha contribuito ad “invertire la rotta” dei flussi aiutando le famiglie cristiane fuggite dagli orrori della guerra e dell’ISIS a trovare speranza, sostegno e opportunità di ritorno a casa (per esempio i Centri di Speranza).

Il Libano è la nazione al mondo con il più alto numero di profughi pro-capite: oltre 1,5 milioni di profughi siriani sono presenti nel paese che ha poco più di 6.8 milioni di abitanti. Le chiese, nonostante la marea umana, hanno cercato di reagire portando speranza e sollievo, appoggiandosi alle organizzazioni pronte a collaborare. La nazione dopo questa ulteriore ferita è stremata, per questo vi chiediamo di pregare.

Preghiamo insieme per i dispersi, le famiglie delle vittime, i medici negli ospedali.

Preghiamo per il popolo libanese, che possa in questa tragedia alzare gli occhi a Dio.

Preghiamo per la Chiesa in Libano, che abbia la forza di essere luce anche in questa tragedia, dopo anni di fatiche con i milioni di migranti.

LIBANO: ECCO COME AIUTARE

NELLA FOTO: Bimba di un campo rifugiati del Libano

Le Chiese in Libano sono sopraffatte, ma rispondono all’enorme bisogno di questa epoca tragica per il Paese. Vi esortiamo a pregare per il Libano e per le sue chiese in questo momento estremamente difficile.

Porte Aperte serve i rifugiati (cristiani) in Libano attraverso partner locali. Il Libano è cruciale anche per il nostro lavoro all’interno della Siria. Ringraziamo Dio che nessuno dei nostri operatori sul campo al momento dell’esplosione è rimasto ferito.

La situazione in Libano era già tesa a causa dei recenti disordini politici, dell’instabilità economica e del Covid-19. L’esplosione, purtroppo, non farà che peggiorare la situazione del Paese.

Molte forniture di merci necessarie all’intero Paese giungono attraverso il porto di Beirut che è stato parzialmente distrutto, perciò si prevede un aumento dell’insicurezza alimentare per tutti.

I rifugiati che serviamo in Libano sono tra i gruppi più vulnerabili e saranno pesantemente colpiti da questa nuova e tremenda crisi.

Anche se i nostri progetti non sono colpiti direttamente da questo evento drammatico, stiamo valutando cosa bisogna fare per far fronte all’inevitabile peggioramento della situazione per i rifugiati in Libano e alle maggiori difficoltà nell’operare efficacemente in Siria.

CRISI LIBANO
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