CUBA: QUANDO LA REPRESSIONE SI TRASFORMA IN TESTIMONIANZA PUBBLICA
NELLA FOTO: momenti iniziali dell’incontro, prima che venisse interrotto dalle autorità
Lo scorso 23 settembre, centinaia di cristiani si sono radunati a Santiago de Cuba per un incontro, poi improvvisamente cancellato dagli agenti della Sicurezza su ordine del Partito Comunista.
I fatti si sono svolti presso il Centro Culturale Tropicana Santiago, dove diverse chiese avevano insieme affittato lo spazio per un evento approvato dalla direzione del locale. L’incontro era appena iniziato quando la direzione ha ricevuto l’ordine di interromperlo immediatamente.
“(Il Governo) Non vuole che eventi come questi abbiano luogo. Non ci hanno dato alcuna spiegazione. Hanno semplicemente detto di andarcene”, ha raccontato il pastore locale Jorge Luis Pérez.
La repressione però, ha amplificato il desiderio dei cristiani di incontrarsi.
Secondo alcune fonti locali, circa 3.000 persone si sono unite spontaneamente in un momento di adorazione all’aperto, trasformando un evento privato di 900 persone in una manifestazione pubblica di risveglio spirituale.
“Il governo teme le riunioni pubbliche. Non vogliono che queste cose accadano” ha aggiunto Pérez.
Un altro leader cristiano, Marco Antonio Perdomo Silva, alla guida dell’incontro, ha chiesto spiegazioni alle autorità, senza però ricevere alcuna risposta.
Mario Félix Lleonart, coordinatore dell’Istituto Biblico Patmos, ha commentato: “Questo episodio dimostra che Cuba continua a essere un Paese dove la libertà religiosa è violata”.
Solo sei mesi fa, infatti, l’Alleanza dei Cristiani di Cuba (ACC) aveva lanciato un appello alle istituzioni internazionali e ai governi affinché esercitassero pressioni sul regime, per porre fine alle vessazioni contro le comunità religiose e riconoscere legalmente le chiese e i movimenti cristiani.
Cuba si trova alla posizione numero 26 della World Watch List della Missione Porte Aperte, la lista dei Paesi dove è più difficile vivere la propria fede cristiana.
Quanto accaduto non è un caso isolato, ma parte di una tendenza repressiva da parte del Governo comunista cubano di continuare a colpire le comunità religiose presenti nell’isola.
Chiediamo di pregare per i cristiani cubani, affinché possano continuare a testimoniare con coraggio, ricevere protezione e vedere riconosciuta la loro libertà di vivere pubblicamente la propria fede.
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Porte Aperte riconosce da anni la necessità di rafforzare i cristiani che affrontano livelli di oppressione insopportabili o di prepararli per le difficoltà che sono all’orizzonte. Il seminario è stato studiato appositamente per dare loro forza, coraggio e motivazione ai perseguitati.
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