CRISTIANI NON AMMESSI: PERSECUZIONE RELIGIOSA IN UN VILLAGGIO DEL LAOS
NELLA FOTO: Vanxay* mentre ascolta la polizia locale, in Laos
Vanxay*, 38 anni, viveva con la moglie e i tre figli in un villaggio del Laos centrale. La sua vita è cambiata radicalmente quando ha scelto di diventare cristiano.
Dopo la sua conversione al cristianesimo, infatti, le autorità locali lo hanno arrestato, detenuto per cinque giorni e infine espulso dal villaggio.
Non è il primo caso di questo genere. Altre famiglie cristiane della stessa comunità avevano già subito persecuzioni simili: costrette a lasciare le loro case, non hanno mai potuto farvi ritorno.
I cristiani in Laos subiscono spesso violenze da parte delle famiglie e delle autorità locali, e pressioni ad abbandonare le proprie abitazioni.
La mattina dell’11 luglio di quest’anno, la polizia locale e il capo villaggio si sono presentati davanti alla casa di Vanxay, convocandolo per un incontro pubblico circondato da parenti e vicini. “Non permettiamo ai cristiani di stare in questo villaggio” hanno detto le autorità, accusandolo di aver abbandonato le tradizioni locali per seguire nuove credenze. Gli anziani del villaggio hanno poi urlato: “Nessuno qui accoglie la tua nuova fede. Tu e tua moglie dovete andarvene!” Poco dopo, Vanxay è stato arrestato.
Cinque giorni dopo, il 16 luglio, Bounma*, partner locale di Porte Aperte, ha fornito un aggiornamento sulla situazione: “Durante la detenzione, Vanxay è stato interrogato e persino aggredito. Hanno cercato in tutti i modi di trovare una ragione per incolparlo. Ma grazie all’intervento di un leader cristiano locale, è stato possibile negoziare la sua liberazione. Grazie a Dio, è stato finalmente rilasciato!”
Costretti comunque a lasciare il villaggio, Vanxay e la sua famiglia si sono trasferiti in un distretto vicino, dove vivono temporaneamente in una casa in affitto. Bounma e altri partner locali della missione Porte Aperte hanno fornito loro beni di prima necessità e hanno provveduto al pagamento dell’affitto per un breve periodo.
Attualmente, la famiglia vive ancora in questa casa, dove pastori e leader cristiani locali continuano a offrirgli incoraggiamento e sostegno spirituale: non devono sentirsi soli!
Chiediamo di pregare per Vanxay e la sua famiglia, affinché possano trovare presto una sistemazione stabile e continuare a vivere la loro fede con coraggio in un Paese dove essere cristiani significa, spesso, perdere tutto.
Il Laos si trova alla posizione numero 22 della World Watch List di Porte Aperte, il report annuale sulla persecuzione dei cristiani nel mondo.
EQUIPAGGIA UNA SQUADRA DI RISPOSTA RAPIDA

Nei contesti di persecuzione un cristiano può trovarsi solo di fronte a una folla che lo aggredisce o alla propria famiglia che lo allontana da casa.
INTERVENIAMO SUBITO, INSIEME!
COME?
25 euro – allestisci un mezzo di trasporto per raggiungere il cristiano perseguitato
50 euro – aggiungi al mezzo di trasporto un kit di aiuto (beni di prima necessità, medicine o quanto necessario)
70 euro – aggiungi al mezzo di trasporto e al kit di aiuto, l’attivazione di una rete di supporto, necessaria per non lasciare solo chi subisce la persecuzione
Bonifico bancario intestato a Porte Aperte Onlus
IBAN: IT89 J020 0859 5000 0000 4551 611
(Causale: Squadre di risposta rapida)
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