IRAQ: TRA DRONI E BOMBARDAMENTI, BIBLIOTECHE CRISTIANE AIUTANO LA CHIESA A PERSEVERARE
NELLA FOTO: scaffale di una biblioteca nel nord dell’Iraq
In Iraq, l’estensione del conflitto mediorientale continua a colpire la popolazione, tra cui i cristiani.
All’inizio del mese di marzo, un drone ha colpito un edificio residenziale appartenente a una comunità cristiana nell’area curda del Paese, non lontano dall’aeroporto internazionale e dalla sede diplomatica statunitense. Il complesso, abitato da giovani famiglie cristiane già segnate da anni di violenza e persecuzione, era stato evacuato proprio a causa della vicinanza al punto sensibile, evitando il peggio.
Un cristiano locale ha spiegato che l’edificio non era l’obiettivo principale: il drone mirava al consolato americano nell’area dell’aeroporto. La residenza era stata costruita grazie a donazioni internazionali come rifugio per le famiglie cristiane sfollate durante il lungo periodo di conflitto contro lo Stato Islamico (2014-2017).
In una dichiarazione diffusa subito dopo l’attacco, i cristiani locali hanno ricordato che le vittime principali della guerra sono sempre i più vulnerabili, e che questi nuovi bombardamenti non fanno altro che alimentare il senso di precarietà, scoraggiando chi si sta impegnando per rimanere nella propria terra.
Un altro cristiano iracheno ha espresso timore per l’escalation degli attacchi con droni e razzi provenienti dall’Iran e dalle milizie alleate. L’area di Erbil, sede del consolato americano e di una base militare, è stata tra le più colpite, mentre nel sud del Paese i bombardamenti hanno raggiunto campi petroliferi e l’aeroporto di Baghdad.
La piccola comunità cristiana irachena guarda con attenzione a ciò che potrebbe accadere nella Piana di Ninive, popolata da circa 50.000 cristiani. Un attacco in quell’area provocherebbe un esodo definitivo delle famiglie che, questa volta, non avrebbero più la forza di ritornare. I cristiani locali raccontano di lunghe notti insonni scandite dal rumore delle esplosioni, ma condividono anche la loro fiducia nel Signore: “Siamo sotto la Sua protezione, tempi come questi ci avvicinano a Dio”.
Nel mezzo della guerra, chiediamo di continuare a pregare affinché la testimonianza cristiana non scompaia dall’Iraq – alla posizione numero 18 della World Watch List di Porte Aperte – e affinché le chiese locali possano rimanere luoghi di conforto e speranza.
La Missione Porte Aperte è impegnata sul campo offrendo aiuti, tra questi vi è anche la distribuzione di letteratura cristiana, un mezzo indispensabile per nutrire la fede. I partner locali di Porte Aperte si impegnano nell’allestimento di biblioteche in diverse città della nazione, promuovendo la crescita spirituale, sociale e culturale della comunità cristiana.
Una di queste, nella Piana di Ninive, è gestita da Randa*, cristiana irachena che descrive lo spazio come “un’eredità preziosa che accoglie chiunque desideri approfondire la Bibbia e la fede cristiana”.
Oltre alle biblioteche, a Qaraqosh è attiva una libreria che accoglie circa 600 visitatori l’anno e distribuisce testi cristiani anche a distanza: sono stati venduti circa 5.000 libri e spediti quasi 400 volumi in altre regioni del Paese. Dal 2019, grazie alla ricostruzione post-Stato Islamico, i partner locali di Porte Aperte si impegnano in queste attività fornendo libri, scaffali, climatizzatori e tutto il necessario per la loro operatività, con l’obiettivo di permettere alle persone di accedere alla Bibbia e di crescere nella propria fede.
*pseudonimo
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