PORTE APERTE “COREA DEL NORD: MAGGIORI CONTROLLI E AMBASCIATE CHE LASCIANO IL PAESE”

PORTE APERTE “COREA DEL NORD: MAGGIORI CONTROLLI E AMBASCIATE CHE LASCIANO IL PAESE”

NELLA FOTO:Nordcoreani lungo il fiume che divide la Corea del Nord dalla Cina

La Corea del Nord sta tentando di prevenire in tutti i modi la diffusione del Covid-19 e continua a sostenere che non ci siano ancora stati casi di infezione all’interno del Paese.

La sicurezza alle frontiere è sempre più elevata, nuove recinzioni metalliche sono state installate nella zona del fiume Yalu allo scopo di bloccare il contrabbando dalla Cina e limitare così l’ingresso del virus nel Paese. “Le autorità hanno inviato nuovi soldati nelle zone di confine per fermare le attività illegali, ma è difficile sorvegliare tutta l’area”, ha riferito una persona che lavora lungo il confine cinese.
 
Ogni difficoltà in Corea del Nord, in questo periodo, viene attribuita al coronavirus.

Il 14 agosto scorso, per esempio, il leader nordcoreano Kim Jong-Un ha affermato che le problematiche nella gestione delle improvvise inondazioni del Paese siano state affrontate senza aiuti esterni a causa del pericolo di contagio.

L’ONU insiste nel rendersi disponibile a fornire aiuti tempestivi alla popolazione delle zone colpite non appena la Corea del Nord ne farà richiesta, tuttavia le autorità del Paese non sembrano disposte a lasciare che rappresentanti dell’ONU abbiano accesso sul loro territorio in cambio degli aiuti.

 
L’aggiungersi del pericolo di pandemia nel Paese alla ormai consolidata crisi umanitaria nordcoreana potrebbe essere il motivo che ha recentemente portato l’ambasciata svedese a lasciare i suoi uffici di Pyongyang.

Negli anni, la Svezia ha svolto un ruolo diplomatico significativo nel dialogo tra occidente e Corea del Nord, in particolare nella gestione del rilascio di detenuti stranieri. Diverse altre ambasciate si stanno preparando ad abbandonare Pyongyang: Gran Bretagna, Germania, Francia e con molta probabilità anche Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca e Romania.

Chiediamo di pregare per la situazione particolarmente critica di questo Paese, da anni al primo posto della nostra lista della persecuzione dei cristiani nel mondo (World Watch List).

I cristiani nordcoreani sono tuttora costretti a mantenere segreta la propria fede, chi possiede una Bibbia o parte di essa la tiene accuratamente nascosta leggendola solamente quando è sicuro di non essere visto. Se un cristiano viene scoperto dalla polizia scatta l’arresto immediato e spesso la reclusione in un campo di lavoro forzato.

Porte Aperte Italia

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In molti paesi la persecuzione è in crescita e raggiunge livelli di oppressione insopportabili. In altri non è ancora esplosa, ma vi sono elementi e fenomeni che ne presagiscono un’escalation.

Porte Aperte riconosce da anni la necessità di rafforzare i cristiani che affrontano queste “tempeste” o di prepararli per quelle che sono all’orizzonte. Il seminario è stato studiato appositamente per dare loro forza, coraggio e motivazione, con un’attenzione particolare ai leader delle comunità, spesso i più bersagliati.

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