5 COSE DA SAPERE SULLA REPRESSIONE DELLE CHIESE IN CINA

5 COSE DA SAPERE SULLA REPRESSIONE DELLE CHIESE IN CINA

NELLA FOTO: Immagine rappresentativa

In un articolo pubblicato lo scorso 30 settembre, abbiamo parlato di come le chiese domestiche in Cina stiano affrontando una repressione crescente, che minaccia sempre più la libertà dei cristiani nel paese. A distanza di poche settimane, un nuovo episodio conferma questa tendenza: la Zion Church, che conta decine di chiese domestiche non registrate, è stata presa di mira.

Fondata nel 2007 a Beijing dal pastore Jin Mingri (noto anche come Ezra Jin), la Zion Church opera al di fuori dei canali ufficiali imposti dal governo cinese. Nonostante questo, ha raggiunto oltre 40 città e un numero di circa 10.000 fedeli. Le sue attività si distinguono per l’impegno nella formazione e nella cura delle persone oltre che per una presenza online molto attiva – una visibilità e influenza che l’hanno inevitabilmente resa bersaglio delle autorità.

Di seguito, 5 cose da sapere sull’attuale situazione della Chiesa in Cina:

  1. Le autorità hanno arrestato decine di cristiani legati alla Zion Church

Tra il 9 e l’11 ottobre, diversi cristiani legati alla Zion Church sono stati arrestati o dati per dispersi in alcune aree del paese. Di questi, 22 risultano ancora detenuti – tra cui 8 pastori. La repressione è conseguenza di una nuova normativa, entrata in vigore a settembre 2025, che limita la diffusione di contenuti religiosi online. La Zion Church, con il suo ampio impegno nella condivisione di contenuti cristiani online, è stata quindi accusata di violare questa legge.

 

  1. Il pastore Jin Mingri è stato formalmente accusato di attività illegali online

Il pastore Jin e altri quattro cristiani sono stati accusati di “diffusione illegale di informazioni su internet” e al momento non siamo a conoscenza delle loro condizioni. L’accusa che è stata rivolta loro riflette la crescente attenzione del governo cinese verso le attività online legate alla fede in Gesù. Vista la portata dell’intervento, che ha incluso perquisizioni, confische e ostacoli legali, non si esclude che le autorità formulino ulteriori accuse.

 

  1. La comunità cristiana cinese ha reagito con solidarietà e speranza

Nonostante un clima generale di timore, molti leader cristiani cinesi hanno espresso pubblicamente il loro sostegno alla Zion Church. Anche l’economista cristiano Zhao Xiao ha incoraggiato i cristiani a conservare la speranza, citando Romani 13:12: “La notte è avanzata, il giorno è vicino…”

 

  1. La repressione contro la Zion Church è solo l’inizio

Il caso della Zion Church è un chiaro segnale di una repressione più ampia che si sta facendo strada all’interno del paese. Altre chiese, come la Xuncheng Reformed Church, sono state oggetto di controlli lo stesso giorno. Le autorità sembrano mirare alle chiese più visibili, strutturate e con una forte presenza online. Juliana*, partner locale della missione Porte Aperte, osserva come tutto questo faccia parte dell’agenda messa in atto dal president Xi Jinping, volendo rendere “la religione più cinese”.

 

  1. La Chiesa in Cina ha bisogno del nostro sostegno

I cristiani cinesi stanno affrontando persecuzioni crescenti. Molti leader di chiesa sono detenuti, le famiglie sono in difficoltà economica e le congregazioni sono costrette a chiudere. È urgente l’appello alla preghiera, affinché Dio possa proteggere la Chiesa in Cina.

Il paese si trova alla posizione numero 15 della nostra World Watch List 2025.

 


Porte Aperte Italia

Equipaggia i nostri fratelli e le nostre sorelle che seguono Gesù sotto un’intensa sorveglianza digitale. Specialmente in Asia, dove le autorità utilizzano sofisticate tecnologie per monitorare le chiese e le attività cristiane: le e-mail e i profili social possono essere bloccati, gli spostamenti tracciati e i credenti arrestati per attività illegali.

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