AFGHANISTAN: I TALEBANI APRONO IL FUOCO CONTRO LE MANIFESTANTI
“Istruzione, lavoro, libertà”. Questo il coro che echeggiava il 9 giugno scorso nella città afghana di Jebrail, Herat, mentre alcune donne si radunavano per protestare contro la recente repressione talebana sulla “mancata conformità alle restrizioni sull’abbigliamento.”
I media hanno ampiamente riportato che le donne sono scese pacificamente in strada, ma i talebani hanno risposto aprendo il fuoco, provocando, secondo fonti contrastanti, almeno due morti e oltre una dozzina di feriti. Il Kabul Press ha pubblicato un video allarmante.
La Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) ha confermato che almeno una persona è stata uccisa da colpi di arma da fuoco, mentre diverse altre sono state picchiate con i bastoni. L’UNAMA sta verificando le segnalazioni di una seconda vittima.
Il The Guardian ha riportato: “Fonti locali hanno riferito che due persone sono state uccise, tre ferite e almeno altre 13 arrestate e trattenute dopo essere state picchiate dalle autorità”. Un medico di un ospedale locale, che ha preferito rimanere anonimo, ha detto a CBS News: “Almeno tre persone sono state ricoverate con ferite da arma da fuoco”.
La polizia di Herat ha sminuito la situazione, riportando di non essere a conoscenza di morti e brutalità. Hanno ammesso di aver risposto alla protesta, dicendo alla BBC che gli agenti hanno “preso provvedimenti per garantire la sicurezza e mantenere l’ordine pubblico”.
L’incidente è avvenuto in un quartiere a maggioranza Hazara. La comunità Hazara è costituita prevalentemente da musulmani sciiti (a differenza dei talebani, che seguono l’islam sunnita) e subisce persecuzioni da parte del gruppo etnico pashtun — il più grande gruppo etnico nel Paese.
Esprimendosi contro la violenza e la brutalità contro le donne afghane, un partner locale di Porte Aperte ha commentato: “Siamo preoccupati per gli eventi accaduti a Herat e addolorati per morti e feriti. Le donne hanno diritto di vivere in libertà e dignità. Dovrebbero avere accesso all’istruzione e contribuire al miglioramento dell’intera società afghana.”
Chiediamo di pregare con noi per questa situazione allarmante.
L’Afghanistan si trova alla posizione numero 11 della World Watch List di Porte Aperte. l ruolo delle donne e delle ragazze nella società afghana è stato tragicamente sminuito sotto il regime dei talebani. Alle ragazze è vietato frequentare le scuole secondarie e le università. Le donne cristiane, poi, vivono la loro fede in condizioni di estrema persecuzione, spesso in segreto, rischiando isolamento, violenza e gravi conseguenze se scoperte.
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