SOMALIA: “UN SOMALO CHE NON È MUSULMANO, NON È SOMALO
NELLA FOTO: genitori con figli in Somalia
“Somalia e islam vanno di pari passo; Non possono essere separati. Un somalo che non è musulmano, non è somalo”. Queste le parole di Hamza Abdi Barre, Primo Ministro della Somalia, in un discorso tenuto il 13 aprile 2026 a Mogadiscio, durante il quale ha anche affermato che chiunque si converta dall’Islam a un’altra religione perderà la cittadinanza.
Nell’aprile 2026 il bilancio dei diritti umani della Somalia è stato esaminato per la quarta volta dal Gruppo di Lavoro sulla Revisione Periodica Universale (UPR) del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.
Una delle osservazioni alla riunione dell’UPR era che “la Somalia opera attualmente sotto una Costituzione provvisoria che mina completamente il diritto alla libertà religiosa, nonostante affermi di sostenerla.”
Un articolo di un partner sul campo che lavora con i cristiani somali spiega che la loro situazione nel Paese riflette un’intersezione complessa di legge, identità e norme sociali.
“Il forte legame tra islam e identità nazionale, rafforzato dalla leadership politica, ha creato un ambiente in cui la diversità religiosa non solo è limitata ma spesso rifiutata.
Per i cristiani somali, la fede si vive nel silenzio, spesso in isolamento e sotto costante rischio.
L’assenza di riconoscimento legale, unita a pressioni sociali e culturali, lascia poco spazio all’espressione aperta del proprio credo. Questa realtà sottolinea una sfida più ampia: quella di difendere l’identità nazionale garantendo al contempo i diritti umani fondamentali, inclusa la libertà di religione o di credo (…) La pratica aperta del cristianesimo è estremamente rara e spesso pericolosa. Molti cristiani somali sono costretti a mantenere segreta la loro fede, anche ai familiari stretti, per paura di rifiuti sociali, molestie o peggio. La conversione dall’islam al cristianesimo è ampiamente condannata e può portare a gravi conseguenze, incluse minacce alla sicurezza personale”.
Ad aggravare la situazione, la condizione umanitaria del Paese. Il tasso di malnutrizione in Somalia è raddoppiato quest’anno dopo quattro stagioni di siccità. Il taglio degli Stati Uniti ai programmi di aiuto ha portato molte organizzazioni internazionali a interrompere le operazioni, anche nei campi di sfollati. Sia cristiani che non cristiani hanno un disperato bisogno di assistenza umanitaria. Si prevede che oltre 1.8 milioni di bambini sotto i 5 anni all’interno del Paese soffrano di malnutrizione acuta nel 2026.
La Somalia si trova alla posizione numero 2 della World Watch List.
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