ALLARME ONU SULLA NIGERIA: LA FAME CRESCE MENTRE I CRISTIANI CONTINUANO A SOFFRIRE

ALLARME ONU SULLA NIGERIA: LA FAME CRESCE MENTRE I CRISTIANI CONTINUANO A SOFFRIRE

NELLA FOTO: Cristiani sfollati a motivo della persecuzione in Nigeria

Un nuovo rapporto del World Food Programme delle Nazioni Unite (WFP) lancia un forte allarme sull’aggravarsi della crisi alimentare nel nord della Nigeria, dove conflitti e violenze stanno spingendo milioni di persone verso livelli di fame che non si registravano da quasi un decennio.

Secondo l’ONU, oltre 17 milioni di persone in nove Stati della Nigeria settentrionale colpiti dai conflitti stanno sperimentando livelli di fame classificati come emergenza, crisi o addirittura catastrofe. Si tratta di quasi due milioni di persone in più rispetto alle precedenti stime. Tra le aree maggiormente colpite figura lo Stato di Borno, nel nord-est del Paese.

La situazione non riguarda più però soltanto il nord-est. Come evidenziano le Nazioni Unite, gli attacchi dei gruppi armati e l’insicurezza si stanno estendendo a nuove regioni, costringendo le comunità ad abbandonare le terre agricole, provocando sfollamenti e limitando l’accesso agli aiuti umanitari. Di conseguenza, sempre più famiglie si ritrovano senza cibo e senza fonti di reddito.

Cristiani sempre più vulnerabili

L’aggravarsi della crisi colpisce duramente anche le comunità cristiane del nord della Nigeria, in particolare negli Stati di Kaduna e Katsina. In queste regioni molti credenti vengono cacciati dalle proprie case, rapiti o uccisi, perdendo al tempo stesso l’accesso ai terreni da cui dipendevano per il proprio sostentamento.

“La persecuzione è aumentata anche perché gli agricoltori non possono più coltivare i propri campi a causa dell’insicurezza”, spiega Enoch, responsabile di una chiesa nello Stato di Kaduna. “Molte famiglie fanno fatica persino a procurarsi il cibo necessario per sopravvivere”.

Tra coloro che vivono questa emergenza c’è Jumai Abdnigo, madre cristiana dello Stato di Kaduna, la cui vita è stata sconvolta dall’attacco di gruppi armati al suo villaggio. Durante l’assalto è stata rapita, mentre suo marito è stato ucciso.

Oggi si trova a dover affrontare la difficile realtà di provvedere ai propri figli senza una casa sicura e senza mezzi di sostentamento.

Secondo i partner locali di Porte Aperte, decine di migliaia di cristiani sfollati dipendono ormai dagli aiuti esterni. Anche le chiese locali, dopo anni di emergenza continua, non dispongono più delle risorse necessarie per sostenere tutti coloro che chiedono aiuto. A ciò si aggiunge una forte marginalizzazione nella distribuzione degli aiuti umanitari. Fonti locali riferiscono che, in diverse occasioni, i cristiani sfollati hanno denunciato trattamenti discriminatori nell’accesso ai programmi di assistenza.

Una Chiesa sofferente ma perseverante

Nonostante le perdite subite e le enormi difficoltà quotidiane, molti cristiani continuano a confidare in Dio. La stessa Jumai che, oltre al marito, ha perso anche il padre e il fratello a causa delle violenze, afferma: “Non ho perso la fede in Lui. Spero in Dio. È l’unico che può salvarmi”.

Anche il pastore Enoch rivolge un appello alla preghiera: “Pregate con noi. Che Dio ponga fine a questo disastro e rafforzi la fede dei credenti in questo tempo così difficile”.

Arise Africa: alzati in preghiera per la Chiesa africana

La crisi che colpisce il nord della Nigeria non è un caso isolato. In tutta l’Africa subsahariana milioni di cristiani affrontano violenza, sfollamento e discriminazione a causa della loro fede in Gesù. Nonostante le difficoltà, la Chiesa continua a testimoniare Cristo con straordinaria resilienza.

Per questo la Missione Porte Aperte continua a parlare di Arise Africa, una campagna internazionale che raccoglie preghiere e firme a sostegno dei cristiani perseguitati nel continente africano. L’obiettivo è unirsi alla Chiesa africana e far sentire ai credenti che non sono soli nella sofferenza.

Aggiungi la tua voce ad Arise Africa e sostieni i cristiani della Nigeria e dell’intera Africa subsahariana.

OGGI PIÙ CHE MAI, LA CHIESA IN AFRICA HA BISOGNO DELLA NOSTRA VICINANZA, DELLE NOSTRE PREGHIERE E DEL NOSTRO SOSTEGNO.


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