LAOS: 4 LEADER CRISTIANI E ALCUNI FEDELI ARRESTATI
NELLA FOTO: incontro di una chiesa domestica in Laos
In Laos, la libertà per i cristiani di professare la propria fede continua a essere estremamente fragile: nelle zone rurali in particolare, le autorità locali esercitano un pugno duro crescente, intensificando i controlli delle chiese domestiche, interrogando e anche arrestando chi crede in Gesù.
Lo scorso dicembre, durante il periodo delle festività, 4 leader di chiesa e alcuni fedeli sono stati arrestati semplicemente per essersi riuniti in una casa per pregare.
Secondo quanto riferito dai partner locali di Porte Aperte, nello stesso periodo, tre chiese domestiche in diverse regioni del Paese hanno subito raid da parte delle autorità.
Nonostante in alcune province sia formalmente consentito riunirsi, in molte aree resta rigorosamente vietato.
EPPURE, LA CRESCITA COSTANTE DELLA RETE DI CHIESE DOMESTICHE CONTINUA: molte sono nate grazie alla testimonianza di famiglie che, dopo avere sperimentato guarigioni e cambiamenti radicali di stile di vita, hanno abbandonato le pratiche animiste per seguire Cristo e condividere la propria fede con i propri vicini.
Vang* è un leader cristiano nella regione centrale del Laos che, insieme alla sua comunità, aveva programmato un semplice incontro di celebrazione durante le festività, attività che è stata puntualmente interrotta delle forze dell’ordine: il 30 dicembre la polizia ha fatto irruzione durante l’incontro arrestando il pastore davanti ai membri della chiesa.
Trasferito nel carcere distrettuale, è stato rilasciato solo nella seconda settimana di gennaio, dopo il pagamento di una cauzione e di ulteriori “tasse di servizio” imposte durante la detenzione. Ora è tornato alle sue attività, ma vive sotto stretta sorveglianza.
Una situazione simile è avvenuta nel sud del Paese, dove il pastore Sam* e altri quattro cristiani sono stati arrestati il 28 dicembre durante un incontro non autorizzato.
Circa trenta persone, tra cui quattro adolescenti e sei bambini, erano riuniti quando la polizia è intervenuta. I leader sono stati separati dal gruppo e costretti a firmare un documento che li obbligava a non guidare più riunioni cristiane all’interno del villaggio. Di fronte al loro rifiuto, gli agenti hanno proceduto all’arresto immediato.
Infine, il 14 dicembre, i leader cristiani Jai* e Lam* sono stati convocati per un interrogatorio. Una volta raggiunto il luogo della convocazione, sono stati entrambi trattenuti per poi essere trasferiti nel carcere distrettuale. Sono stati rilasciati solo il 27 dicembre dopo aver pagato una cauzione e sotto una minaccia chiara: “Smettete di condividere la vostra fede in quest’area. Sarete monitorati e puniti.”
Nonostante la pressione sulla rete di chiese domestiche del Laos sia in crescita, i cristiani continuano a riunirsi con coraggio, condividendo il Vangelo in condizioni sempre più ostili.
Il Laos è alla posizione numero 28 della World Watch List 2026. Chiediamo di pregare per i cristiani laotiani.
*pseudonimo
FORNISCI BENI DI PRIMA NECESSITÀ ALLE FAMIGLIE DI CHI È IN CARCERE PER LA FEDE

In molti paesi le autorità incarcerano i cristiani per spingere loro e le loro famiglie ad abbandonare la fede.
CON 40 EURO PUOI FORNIRE ALLE FAMIGLIE DEI PRIGIONIERI BENI DI PRIMA NECESSITA’, COME CIBO O PRODOTTI PER L’IGIENE, NONCHÉ’ SUPPORTO CRISTIANO PER RIMANERE SALDI NELLA FEDE.
COME?
Bonifico bancario intestato a Fondazione Porte Aperte ETS
IBAN: IT89 J020 0859 5000 0000 4551 611
(Causale: Famiglie prigionieri cristiani)
Carta di credito o PayPal
(Clicca sul bottone sotto)
