REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: 50 PERSONE UCCISE E 31.600 SFOLLATI

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: 50 PERSONE UCCISE E 31.600 SFOLLATI

NELLA FOTO: danni provocati dalle ADF dopo l’attacco

Nelle ultime settimane gli attacchi dei miliziani dell’Allied Democratic Forces (ADF), affiliati allo Stato Islamico, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) hanno lasciato dietro di sé decine di vittime, villaggi incendiati e migliaia di sfollati.

Dalle comunità cristiane della provincia dell’Ituri arrivano testimonianze che parlano di terrore, distruzione e FEDE MESSA ALLA PROVA IN MODI DIFFICILI PERSINO DA IMMAGINARE.

I leader cristiani locali raccontano di circa 50 civili uccisi negli attacchi contro Muchacha e Babesua. Le conferme ufficiali parlano di 35 morti a Muchacha e 15 a Babesua. In entrambi i villaggi, le chiese sono state svuotate o chiuse, le scuole e i centri sanitari hanno interrotto ogni attività. L’intera area situata all’interno della riserva di Okapi è stata sconvolta.

Nel pieno della notte tra l’11 e il 12 marzo, gli estremisti hanno preso d’assalto Muchacha, uccidendo civili, saccheggiando beni, appiccando incendi e prendendo ostaggi.

Un leader cristiano locale racconta di aver perso due membri della sua comunità durante l’attacco a Muchacha e di un figlio di 17 anni sequestrato mentre lavorava in una miniera d’oro cinese: “quando le ADF sono arrivate, lo hanno preso insieme agli altri, costringendoli per giorni a lavare la sabbia per estrarre l’oro. Dio ha fatto un miracolo: quando le forze governative hanno trovato i rapitori, mio figlio è riuscito a scappare”.

Nelle ore successive agli attacchi, gran parte della popolazione ha cercato rifugio a Nia-Nia e Bafwasende, mentre altri hanno percorso a piedi chilometri nella foresta per sfuggire alla violenza.

Il giorno seguente, il 16 marzo, le ADF hanno colpito Babesua, a 12 km da Badengaido, uccidendo altre dieci persone, distruggendo abitazioni e rubando ciò che restava.

Le comunità cristiane della zona hanno chiuso le loro chiese e i loro centri, mentre molti fedeli sono ancora in fuga, dispersi o senza notizie dei propri familiari.

Secondo Reliefweb, oltre 31.600 persone sono sfollate negli ultimi attacchi, andando ad aggiungersi alle decine di migliaia già costrette a lasciare le loro case dall’inizio dell’anno.

Kitika, cristiano locale, racconta che la sua chiesa sta ospitando diversi bambini scappati da Mangurejipa, attaccata qualche settimana prima: “questi piccoli sono arrivati a piedi, stremati. Alcuni dei loro genitori sono ancora in viaggio. Preghiamo che arrivino sani e salvi.

Negli ultimi mesi, la violenza contro le comunità cristiane è stata incessante.

Dall’inizio del nuovo anno si contano decine di morti, chiese bruciate, case distrutte, famiglie disperse. I leader locali parlano di una persecuzione crescente e di un territorio dove lo Stato fatica a garantire protezione e sicurezza.

Eppure, nel mezzo dell’oscurità, la Chiesa resiste. “Come Corpo di Cristo” afferma il Kitika, CHIEDIAMO LE PREGHIERE DEI FRATELLI E DELLE SORELLE DI TUTTO IL MONDO, affinché il Signore rafforzi la sua Chiesa e riporti la pace, così da poter continuare a condividere la Buona Notizia di Gesù Cristo”.

Chiediamo di pregare affinché i cristiani della Repubblica Democratica del Congo e con loro l’intera popolazione trovino protezione, consolazione e speranza in Cristo.


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