YEMEN: ONDATA DI ARRESTI E SPARIZIONI TRA I CRISTIANI NEL PAESE

YEMEN: ONDATA DI ARRESTI E SPARIZIONI TRA I CRISTIANI NEL PAESE

NELLA FOTO: incontro di cristiani yemeniti

In Yemen, Paese classificato alla terza posizione della World Watch List 2026 di Porte Aperte, la libertà di vivere e condividere la fede cristiana sta subendo un attacco senza precedenti: dall’inizio dell’anno è in atto una repressione straordinariamente dura contro la piccola comunità cristiana locale, da sempre costretta alla clandestinità.

Fonti locali riportano come la Chiesa yemenita stia affrontando un numero record di arresti e incarcerazioni, con oltre 50 cristiani prelevati dalle autorità e successivamente scomparsi, molti dei quali senza lasciare alcuna traccia.

“Stavamo aspettando alcuni fratelli che sarebbero dovuti arrivare per una formazione già programmata. Non sappiamo dove siano, né riusciamo a contattarli. Abbiamo tentato tramite vicini e amici, ma è come se fossero svaniti nel nulla”, racconta un nostro partner locale. Si tratta di episodi che alimentano uno stato di ansia e paura crescente tra i credenti.

Secondo fonti affidabili, gli arrestati vengono con molta probabilità trattenuti in località nascoste per settimane, sottoposti a interrogatori intensivi e privati di qualsiasi contatto con avvocati o familiari. In questo periodo non esiste alcuna possibilità di intervento da parte della famiglia o del sistema giudiziario. Questa serie di arresti rappresenta un duro colpo per la già piccola Chiesa yemenita, che teme di essere di fronte a uno dei periodi più difficili della sua storia recente.

La questione non è però passata inosservata. Media locali e piattaforme social hanno riportato diverse notizie riguardanti le retate contro i cristiani e la repressione che sembra raggiungere aree del Paese che fino ad ora non erano state oggetto di controlli.

Tra i leader cristiani arrestati c’è anche Majed*, uno degli ultimi ancora raggiungibili.

Le sue parole, condivise poco prima della cattura, testimoniano la determinazione spirituale che caratterizza la Chiesa yemenita: “Anche quando veniamo presi, preghiamo che l’opera continui. Chiedete a Dio di suscitare persone che continuino a portare la Sua luce tra il nostro popolo, avvolto dalle tenebre”.

Majed era preparato, sapeva che presto sarebbe arrivato il suo momento, così come era già successo ad altri cristiani prima di lui. “La maggior parte delle persone con cui ero costantemente in contatto ora è in prigione. Insieme ai cristiani locali che riusciamo ancora a raggiungere, stiamo cercando un modo efficace per offrire aiuto. Pregate affinché possiamo avere saggezza e non peggiorare ulteriormente la situazione” – un partner locale di Porte Aperte.

Specialmente nei territori controllati dagli Houthi, i cristiani hanno paura di incontrarsi persino online, per questo la comunità vive nascosta, isolata, frammentata. Chiediamo di pregare per i cristiani yemeniti, affinché la loro fede possa rimanere salda nonostante le dure repressioni.

*Pseudonimo


Porte Aperte Italia

Voi siete un filo di speranza per me. Il vostro interesse e aiuto è di vitale importanza per la nostra sopravvivenza”. Ecco quanto ci ha detto un cristiano nella persecuzione.



CON UN DONO DI 50 EURO RAGGIUNGI I CRISTIANI NEI PAESI IN CUI LA PERSECUZIONE È ESTREMA, FORNENDO LORO L’AIUTO DI CUI HANNO BISOGNO!

COME?



Bonifico bancario intestato a Fondazione Porte Aperte ETS

IBAN: IT89 J020 0859 5000 0000 4551 611
(Causale: Persecuzione estrema)

Carta di credito o PayPal
(Clicca sul bottone sotto)

I commenti sono chiusi.
Se sei interessato ad un articolo controlla che non ci sia il PDF a fine pagina, se no contattaci. Lo Staff Grazie